Trapianto di fegato del padre salva la vita al figlio

Trapianto di fegato del padre salva la vita al figlio

L'uomo, con una specifica autorizzazione del Ministero della Salute, ha potuto la vita al suo bambino donandogli parte del suo fegato.

Padre e figlio stanno entrambi bene - Quando i medici hanno capito che il bambino, che pesava dieci chili, aveva bisogno di un trapianto urgente e si è scoperto che non c'erano organi disponibili per salvarlo, il padre ha accettato di donare il lobo sinistro del suo fegato. Il piccolo ha anche un altro dolore. E' stato deciso di operare sul papà.

Protagonista della delicata operazione realizzata dall'équipe del Centro di chirurgia epatobiliare e trapianti di fegato dell'Azienda ospedaliera universitaria diretta dal professor Umberto Cillo. Come spiegato dal Gazzettino, il piccolo soffriva di atresia biliare, una malattia di origine sconosciuta che colpisce i neonati e causa infiammazione e ostruzione dei dotti biliari, i canali deputati al trasporto della bile dal fegato all'intestino.

Come precisato dal professor Marco Spada dell'ospedale Bambin Gesù di Roma, i bambini trapiantati crescono regolarmente e possono riprendere le normali attività quotidiane: andare a scuola, fare sport, avere una vita sociale e una volta diventati adulti, avere una famiglia. Mentre il fegato dell'adulto che ne ha donato un pezzo, ha la capacità di rigenerarsi e di mantenere una normale funzionalità, senza condizionare la sua vita futura.