Siria: gli ispettori dell'Opac sono entrati a Douma

Siria: gli ispettori dell'Opac sono entrati a Douma

Una responsabilità che gli Stati Uniti hanno cercato inizialmente di evitare tangenzialmente modificando la conduzione dei loro interventi attraverso la fantasia strategica della "guerra a costo zero", cioè un intervento chirurgico che è tale solo per chi attacca; una strategia che ha pagato, come nell'intervento militare in Kosovo, ma che è diventata, in seguito ai disastri delle campagne militari in Iraq e Afghanistan, la modalità con cui Washington cerca di incidere in medio oriente pur senza esservi presenti materialmente.

"Non c'è alcuna attività militare americana" in Siria, afferma però il Pentagono. La loro prima visita sul luogo del presunto attacco chimico si è conclusa nel pomeriggio prima del tramonto. Media vicini agli Hezbollah hanno riferito di altri missili intercettati vicino a Damasco e ad Aleppo, ma le informazioni non hanno trovato riscontri.

Per non meglio precisate "ragioni di sicurezza", però, il governo siriano e le autorità russe nel paese non avevano però dato il via libera all'Onu di rilasciare l'autorizzazione formale agli ispettori Opac per recarsi a Duma, pattugliata dalla polizia siriana e da quella militare russa.Gli ispettori dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche sono atterrati nella capitale siriana sabato scorso, su invito del governo siriano, ma solo in queste ore hanno ottenuto l'autorizzazione a partire. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha respinto le accuse e la Russia ha detto che mercoledì la zona di Douma sarà stata completamente messa in sicurezza e potrà garantire l'incolumità degli ispettori.

Dopo due settimane di crescente tensione nelle prime ore del 14 aprile Francia, Stati Uniti e Regno Unito hanno lanciato un attacco missilistico contro le strutture militari siriane. La sconfitta dell'Isis ha finito per rappresentare l'inizio, e non la fine, del più acuto momento di crisi per il Paese mediorientale, lesionato da molteplici linee di faglia geopolitiche che si ampliano giorno dopo giorno e riemergono pericolosamente allo scoperto. La tv siriana ha riferito di un'azione della contraerea contro una nuova "aggressione", durante cui sarebbero stati abbattuti missili sulla regione di Homs nel centro del Paese.

Oltre a ciò, è possibile pensare che l'America possa non essere più credibile anche da quello della capacità di imporre la propria volontà tramite la forza militare? A Gerusalemme è entrato in vigore l'ordine del silenzio. L'entrata in gioco come attore sempre più autonomo e potente della Cina negli anni '60 del secolo scorso ha portato sì a scaramucce di confine con l'URSS - l'unico scontro diretto tra potenze atomiche di quegli anni - ma si è sfogato sopratutto nelle guerre Sino-Vietnamite, Cambogiano-Vietnamite e nei conflitti nel Corno d'Africa nella seconda metà del decennio successivo. A Tel Aviv, i piani di attacco sono pronti da tempo, i target da colpire individuati. Perché mettere così in imbarazzo il suo alleato russo, già di per sé piuttosto isolato - per altre vicende - rispetto alla comunità internazionale?