Silvio Berlusconi e il governo Lega-M5S-FdI

Silvio Berlusconi e il governo Lega-M5S-FdI

Soddisfazione anche da parte del coordinatore provinciale Andrea Fantuzzi, che sottolinea il costante lavoro che Lega Salvini Premier sta facendo nell'area metropolitana: "L'ingresso di Aurelio Cilli rappresenta la volontà del nostro partito di continuare a crescere e radicarsi sul territorio". Ma l'impressione è che sia arrivata l'ora di portare qualcosa di concreto all'esame del Quirinale.

La strategia di Salvini, al netto delle insinuazioni sul legame indissolubile con Berlusconi, potrebbe prevedere a urne chiuse il balzo in avanti dell'alleanza con il MoVimento 5 Stelle (che necessita anche del rimorchio di Fratelli d'Italia) e l'arrivederci all'alleanza politica con Forza Italia.

In Veneto la vicenda fu più complessa, se non altro perché una parte del M5s lì si ribellò all'idea di andare a rimorchio dei rivali di un tempo. Si tratta dei consiglieri e degli assessori comunali della Lega, i quali hanno addotto motivazioni quantomeno originali, dichiarando che la loro assenza sarebbe stata una protesta contro il centro-sinistra, che ha indegnamente strumentalizzato la persona di Don Luca Palei per fare polemica politica e propagandare il sistema di accoglienza istituito dai governi del Pd negli ultimi cinque anni (sic). Oppure un governo del Presidente, con un mandato limitato, formato da personalità fuori dai partiti: è una soluzione, però, da cui proprio i partiti vincitori, che dovrebbero portarne il peso maggiore, hanno tutto da perdere, dovendosi accollare gli oneri del governo senza poterne occupare le posizioni. E pur insistendo continuamente sulla "necessità di fare un governo che risolva i problemi degli italiani", e accusando M5S e Berlusconi di rallentare tutto con i loro veti e i loro capricci, il capo del Carroccio dà l'impressione di flirtare con un'idea che in fondo gli appartiene. Oggi il leader della Lega dice di "condividere le scelte di Gentiloni e Merkel", che si oppongono ad una escalation militare nel Paese arabo. Soprattutto se Salvini e Di Maio non porteranno fieno in cascina. Di Maio non chiude le porte al partito democratico, e ribadisce che la proposta del contratto alla tedesca, e il lavoro sul programma, è finalizzato a un confronto sia con la Lega che col Pd (anche se "il Pd non sta aiutando", mentre con la Lega "il Parlamento sarebbe subito operativo"). Il Cavaliere - è chiaro - non sa fare la spalla: prova sempre a prendersi tutta la scena. Bisogna però vedere che margini di manovra potrà avere un'operazione del genere nel partito.

"L'affermazione finale sulla mancanza di democrazia da parte del movimento Cinque Stelle, io non la condivido". Così, prima ha dato lui la parola a Salvini, volendo con ciò ridurlo a semplice speaker del comunicato steso insieme, chiedendogli solo di darne lettura. E' per questo che secondo questo sondaggio la coalizione del centrodestra si ferma al 36,6.