Roma, 28 zone a rischio frana: un rapporto sui siti a rischio

Roma, 28 zone a rischio frana: un rapporto sui siti a rischio

"Un numero monstre emerso dal primo rapporto "Roma Capitale" curato dall'Autorità di Distretto idrografico dell'Italia Centrale - il nuovo ente che ha accorpato anche l'ex Autorità del Tevere - in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile nazionale, l'Ispra e la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche "#italiasicura", rapporto presentato ieri nella Sala polifunzionale di Palazzo Chigi. Anche queste si concentrano principalmente nella zona orientale.

In generale, i siti soggetti a fenomeni franosi nel territorio del Comune di Roma sono 383. Monte Mario, viale Tiziano, Monteverde vecchio e Balduina le zone particolarmente a rischio frane. Il rischio alluvioni oggi riguarda un territorio di oltre 1000 ettari dove vivono e lavorano circa 250 mila persone: la più elevata esposizione d'Europa. Tra i motivi principali, un sistema fognario non proprio efficiente, la mancata manutenzione dei tombini e la scomparsa, per sversamenti di rifiuti e vegetazione spontanea, di circa 700 km di indispensabili vie d'acqua tributarie del Tevere e dell'Aniene tra canali, fossi e sistemi di scolo. Ad essere affondate sono imbarcazioni di tutti i tipi, dalle più piccole dedicate ad attività di canottaggio a chiatte di diversi metri che ospitavano a bordo ristoranti e locali di intrattenimento, almeno 22 di grandi dimensioni secondo la Capitaneria di porto di Roma. Finora l'apertura delle voragini non ha determinato rischi per le persone o inagibilità di edifici residenziali, a parte un episodio accaduto nell'aprile 2016 nel quartiere di Centocelle. Lo studio certifica quello che i romani hanno scoperto già da tempo. Negli ultimi 8 anni si e' assistito a un grande incremento del fenomeno: da una media di 16 voragini l'anno si e' passati a una media annuale di piu' di 90, con un picco di 104 registrato nel 2013. "Al 31 marzo del 2018 ne sono state registrate 44". I Municipi più colpiti sono il V, il VII e il II, corrispondenti ai quartieri Tuscolano, Prenestino e Tiburtino, ma anche nel Centro storico ci sono zone di rischio come all'Aventino, al Palatino e all'Esquilino. "Tali vuoti costituiscono in molti casi una intricata rete di gallerie".Sono stati sinora censiti e mappati 32 kmq di gallerie sotterranee che giacciono sotto il tessuto urbano. Diciassette relitti si trovano nella zona che va da Ponte due Giugno alla zona di Capo due Rami, gli altri cinque nel tratto compreso tra l'Isola Tiberina e Castel Giubileo.

Per limitare i rischi sono necessari quindi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria ma non solo.

Per mettere 'a norma' la Capitale e ridurre lo stato di pericolo, Italiasicura, l'Autorità di distretto e la Regione Lazio hanno individuato e pianificato le opere necessarie, con un piano ad hoc ribattezzato 'Roma Sicura': un piano decennale per una cifra complessiva che sfonda il miliardo di euro, 104 milioni all'anno - di cui i fondi per il primo anno già disponibili tramite il Piano Città metropolitane di Italiasicura - per 10 anni, con un totale di 1.040 milioni di euro. "Sul Tevere a fine maggio negli 'Stati Generali del Tevere' presenteremo il grande progetto di sicurezza e qualità dalla sorgente alla foce".

In particolare, per il complesso degli interventi di prevenzione strutturale nell'area urbana e fino alla foce di Fiumicino, è stato calcolato un fabbisogno di risorse finanziarie pari a 871 milioni per realizzare 155 interventi di varie tipologie: 783 milioni per 127 opere di contrasto al rischio alluvione e 86 milioni per 28 opere di messa in sicurezza di diverse aree cittadine dal pericolo frane.