Orso bruno marsicano muore durante cattura nel Parco d'Abruzzo

Orso bruno marsicano muore durante cattura nel Parco d'Abruzzo

"Fare chiarezza", chiede il Movimento Animalista che parla di "inquietanti somiglianze con l'uccisione dell'orsa Daniza, in Trentino, nel settembre 2014". Ad ucciderlo è stata l'iniezione di anestetico usata per la cattura.

A dare la notizia della morte dell'orso lo stesso Parco d'Abruzzo. Prima di sottoporre gli animali ad un rischioso stress - si legge nel comunicato - e ai pericoli collegati alla cattura, occorrerebbe, infatti, mettere in atto strategie rivolte alle comunità locali affinchè modifichino quelle attività e quei comportamenti (come lasciare fonti di cibo accessibili agli orsi o avere cani non al guinzaglio in aree dove è segnalata la presenza dell'orso) in gran parte responsabili dei comportamenti confidenti da parte di questi animali. "La squadra - riferisce il Parco - ha effettuato le procedure per anestetizzarlo e metterlo in sicurezza". Il WWF, dopo i fatti di Villavallelonga (AQ) e di Predera (TN), aveva chiesto al Ministero dell'Ambiente di convocare un summit per l'Orso bruno, finalizzato ad analizzare i casi accaduti e verificare la possibilità di rivedere le modalità di gestione delle interazioni tra uomo e plantigrado, affrontando in quest'occasione anche la revisione dei protocolli da adottare in situazioni di orsi confidenti (per orsi confidenti e/o problematici si intendono quegli animali che provocano danni o sono protagonisti di interazioni tra uomo e orso con una frequenza tale da creare problemi economici e sociali al punto da richiedere un immediato intervento gestionale risolutivo). Nonostante le tempestive manovre di rianimazione, l'animale è morto in poco tempo. Nello specifico è stato predisposto un sito di cattura nel Comune di Lecce nei Marsi dal mese di febbraio che era controllato quotidianamente con videosorveglianza o direttamente dal personale del Parco. La carcassa sarà, trasferita all'Istituto zooprofilattico per l'accertamento delle cause della morte. Un'informativa è stata inviata al Reparto Carabinieri del Parco, al ministero dell'Ambiente e all'Istituto superiore per la protezione ambientale (Ispra). Il tutto è avvenuto secondo il protocollo di cattura ampiamente collaudato dagli anni '90, ha precisato il Parco. L'imputato è stato assolto lo scorso 10 aprile.