È morto Pietro Marzotto

È morto Pietro Marzotto

La caccia alle anatre, la passione giovanile per lo sci nautico, l'azienda portata dove prima mai, l'ultima fuga romantica, il rifugio tra le montagne di Cortina, la collezione di quadri, l'attenzione per i bisogni degli operai. Pietro Marzotto, 80 anni, ultimo dei sette figli di Gaetano, se n'è andato il 26 aprile 2018. È stato anche vicepresidente nazionale di Confindustria, oltre che presidente dell'Associazione Industriali di Vicenza e dell'Associazione dell'Industria Laniera Italiana. All'origine del decesso ci sarebbero delle complicazioni di natura cardiopolmonare che ne avevano consigliato il ricovero all'ospedale di Portogruaro, dove è deceduto, nei giorni scorsi.

Nell'estate indiana del capitalismo italiano, costituita da quegli anni Ottanta gravidi di successi e di aspettative che poi nonverranno confermati e che poi saranno disattese alla prova della globalizzazione iper-concorrenziale degli anni Novanta e Duemila, il gruppo di Valdagno elabora strategie accorte, adopera leve efficaci, fa cose più giuste: internazionalizzazione, con una quota crescente del giro d'affari ottenuta sui mercati stranieri, diversificazione (in particolare nella prima parte, introducendo il lino rispetto alla lana) e simbiosi fra il tessile e l'abbigliamento, in particolare tramite la politica dei marchi. Figlio di Gaetano iunior e di Margherita Lampertico, fece il suo ingresso nell' azienda di famiglia nel 1968 facendone una multinazionale. "Seppe tenere il timone fermo in quel frangente e poi ancora per molti anni, diventando il protagonista di una lunga stagione di sviluppo e di successo dell'azienda in tutto il mondo".

Nel 2003 propone anche il nome di Giuseppe Vita, già alla Hugo Boss, come presidente della società. Guidò gli imprenditori in un periodo di rapporti sindacali e sociali particolarmente tesi, puntando sul rinnovamento.

Si era laureto in giurisprudenza, Pietro, ma la fatica lo attirava più delle aule di un tribunale. Pietro Marzotto incarna l'anima manifatturiera e insieme contadina, il Veneto umile della sua Valdagno che diventa uno dei più operosi centri industriali del Paese, l'attaccamento alle radici dell'Alto Vicentino e anche la gioia di vivere di Cortina e il fascino senza tempo di Venezia.

Nel 1971 assume la carica di direttore delle attività tessili della famiglia.

Fino al 2011, quando cede le sue quote per iniziare una nuova esperienza nel settore alimentare. "Alla sua famiglia giungano le mie personali condoglianze e quelle dell'intera Regione del Veneto".

Addio all'imprenditore Pietro Marzotto. Nel 1991 la strategia internazionale dell'azienda valdagnese si compì con l'acquisizione del controllo della tedesca Hugo Boss, leader mondiale nei capispalla maschili.

"Pietro Marzotto, un imprenditore vero e un innovatore - è il ricordo di Achille Variati, sindaco e presidente della Provincia di Vicenza -".