Morto Arrigo Petacco, giornalista, saggista, storico e sceneggiatore

Morto Arrigo Petacco, giornalista, saggista, storico e sceneggiatore

Arrigo Petacco è morto oggi nella sua casa di Porto Venere, provincia di La Spezia, all'età di 89 anni. Tra i suoi libri, in cui affronta tematiche storiche spesso intrise di mistero e ribalta verità giudicate incontestabili, ricordiamo Joe Petrosino; Dear Benito, caro Winston. L'uomo lascia le figlie Carlotta, consulente editoriale e Monica, caporedattore del Tg2. Il suo libro più recente, realizzato assieme all'ex giornalista dell'"Unità" Marco Ferrari, s'intitola Caporetto (Mondadori, 2017) e si sofferma sulle sofferenze dei soldati nel momento più tragico vissuto dal nostro esercito durante la Grande guerra. Giornalista, saggista, storico e sceneggiatore italiano è stato tra l'altro direttore del quotidiano La Nazione di Firenze e del mensile Storia Illustrata. Petacco, nato a Castelnuovo Magra il 7 agosto 1929, è sempre rimasto legato alla sua terra d'origine, tanto da vivere stabilmente a Portovenere. Verità e misteri del carteggio Churchill-Mussolini, da L'archivio segreto di Mussolini a Faccetta nera. La vita e i segreti di Maria José (1997); Viva la muerte! Quando gli Ottomani arrivarono alle porte dell'Europa (2009), Quelli che dissero no. 8 settembre 1943: la scelta degli italiani nei campi di prigionia inglesi e americani (2011), Eva e Claretta. E ancora: A Mosca solo andata (2013), sull'esodo dei comunisti italiani dopo l'avvento del fascismo.

"Con Arrigo Petacco scompare un grande interprete della cultura della nostra regione, che ha saputo raccontare la grande storia a tutti con rigore e semplicità". Tra le persone coinvolte, anche il fratello di Mussolini, Arnaldo.

In seguito Petacco aveva battuto vie più consuete, concentrando il suo lavoro su personalità note, sempre alla ricerca dell'aneddoto o del dettaglio curioso nel ricostruirne la vita. Tanti anche i libri di storia da lui scritti, per la maggior parte incentrati sul periodo del fascismo e della seconda guerra mondiale, ma nella sua lunga carriera c'è stata anche la televisione.