Migranti, dissequestro per la nave di Proactiva Open Arms. "Primo passo importante"

Migranti, dissequestro per la nave di Proactiva Open Arms.

Lo afferma il sindaco Roberto Ammatuna, apprendendo della decisione del Gip del Tribunale di Modica sul dissequestro della Open Arms, sequestrata dal 18 marzo scorso al porto di Pozzallo. Il precedente sequestro dell'imbarcazione, come rammenta Repubblica.it, era avvenuto su disposizione della procura di Catania con successiva convalida del gip etneo dello scorso 27 marzo, il quale aveva però escluso il reato di associazione per delinquere.

Il sequestro è stato applicato dal gip di Catania perché la procura aveva ipotizzato che la ong portasse i migranti in Italia violando apertamente gli accordi internazionali. Lo rendono noto i legali della Ong spagnola, gli avvocati Rosa Emanuela Lo Faro e Alessandro Gamberini. Di contro, venendo meno il reato associativo, il fascicolo era stato trasmesso alla procura di Ragusa, che aveva sostenuto la richiesta del Gip di Catania, oggi però rigettata dal collega ragusano. Sarà il personale della squadra mobile della Questura di Ragusa e della Guardia costiera di Pozzallo a notificarlo all'amministratore giudiziario nominato dopo il sequestro. Ora, si occuperà della vicenda la procura di Ragusa. La contestazione è stata avanzata dopo lo sbarco della nave a Pozzallo. Pochi giorni dopo i titolari dell'indagine coordinati dal procuratore Zuccaro avevano convocato per un interrogatorio di garanzia i membri della Ong, che hanno deciso di non presentarsi.

Il giudice di Ragusa ha sottolineato per la condotta della nave dell'ong "la configurabilità della causa di giustificazione dello stato di necessità", osservando al riguardo che a parere "di questo giudice le operazioni Sar di soccorso non si esauriscono nel mero recupero in mare dei migranti, ma devono completarsi e concludersi con lo sbarco in un luogo sicuro come previsto dalla Convenzione Sar siglata ad Amburgo il 1979". E, aggiunge nel decreto, "secondo informazioni disponibili in Libia avvengono ancora gravi violazioni dei diritti umani".