Messina, pizzo restauro museo: 3 arresti

Messina, pizzo restauro museo: 3 arresti

Inserito in Cronaca, Provincia.

MESSINA, 20 APR I carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 persone accusate di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e trasferimento fraudolento di valori.

Il provvedimento è scaturito dagli esiti di una complessa indagine condotta dal 2015, dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Messina e coordinata dai Sostituti Procuratori della Repubblica di Messina, dott.

La famiglia mafiosa di Mistretta (Messina) voleva imporre il 'pizzo' sul recupero delle sculture della 'Fiumara d'arte', parco culturale che ospita opere di molti artisti alle pendici dei monti Nebrodi. Nel corso dell'indagine, il 6 ottobre 2017, erano stati gia' arrestati due imprenditori edili per trasferimento fraudolento di valori. Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo di tutte le attività commerciali che Lo Re aveva cercato di cedere intestandole a prestanomi, conti correnti e cinque auto per un valore complessivo di due milioni di euro.

Anche una cartomante è coinvolta nell'inchiesta della Dda di Messina che ha scoperto un tentativo di estorsione a una coppia di imprenditori taglieggiati dopo aver vinto l'appalto per il restauro del museo a cielo aperto Fiumara D'Arte. Se avesse acconsentito, sarebbe stato al riparo da danneggiamenti e per le altre forniture sarebbe stato libero di rifornirsi dove credeva. La coppia era stata successivamente contattata da Tamburello che aveva incontrato all'interno del Comune di Mistretta. Questi confermava la versione fornita da Lo Re.

Quando nel settembre 2015 il Tar di Catania aveva dato ragione ai due imprenditori, Lo Re, prima attraverso la cartomante e successivamente di persona, aveva presentato ai coniugi una serie di richieste di denaro. I due imprenditori, che attraverso ricerche su internet acquisivano notizie sulla caratura criminale degli interlocutori, si preoccupavano e rappresentavano a Tamburello la richiesta ricevuta da Lo Re e questi, per nulla sorpreso, riferiva loro di aspettare spiegando che sarebbe stato lui a dare loro le indicazioni in merito al pagamento.