Mark Zuckerberg e il generatore automatico delle domande del Senato

Mark Zuckerberg e il generatore automatico delle domande del Senato

La numero 2 di Facebook Sheryl "Sandberg mi ha confermato che ci potrebbero essere più app che hanno raccolto i dati personali degli utenti" di Facebook "e dei loro amici", come quella usata per passare poi illegalmente le informazioni a Cambridge Analytica.

Continuando lo scrutinio, e arrivando alla categoria "Inserzioni", si scopre che Facebook ha anche registrato tutte le nostre ricerche e/o visite di pagine e tutti i nostri clic sulle pubblicità (sì, davvero).

Stavolta è stato diverso: la sua creatura, il piccolo progetto nato nel 2004 e cresciuto a dismisura fino a raccogliere i dati di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, è diventato ora un mostro che rischia di distruggere se stesso.

Molti utenti hanno infatti ricevuto su messenger e via mail un messaggio che avviserebbe del cambiamento relativo al social network più famoso al mondo, ora a pagamento. Nella giornata di ieri Zuckerberg ha concluso una due giorni di audizioni sullo scandalo dei dati personali di 87 milioni di utenti del social network venduti alla società britannica Cambridge Analytica e usati per fini pubblicitari e politici. Insomma, in ogni caso non è stato davvero un bel momento per Zuckerberg, trovandosi, in alcune occasioni di fronte a domande che palesemente dimostravano la scarsa conoscenza non solo di Facebook ma della rete in generale. I membri della Camera però sono agguerriti: il deputato del New Jersey Frank Pallone entra a gamba tesa e definisce Facebook un'azienda che "aspira i dati ma non riesce a tenerli al sicuro". "Ci sarà anche un consenso speciale per quello che riguarda le tencologie del riconoscimento facciale degli utenti", ha provato a difendersi rilanciando Mr Facebook davanti alla Camera Usa.

Regole e privacy, queste le preoccupazioni e priorità del Congresso. Questo scenario è emerso dalle audizioni al Congresso degli Stati Uniti, dove Zuckerberg è stato chiamato a testimoniare per lo scandalo Cambridge Analytica. "Credo che sia inevitabile la necessità di alcune regole, ma bisogna fare attenzione", ha detto Zuckerberg ai deputati che chiedevano sulla possibilità o meno di elaborare regole che non soffochino le startup. Il ceo ha adottato una strategia delicata e insieme efficace per schivare le domande più insidiose o quelle a cui non sapeva rispondere, semplicemente rimandando ad aggiornamenti futuri da parte del "suo team". L'amministratore delegato di Cambridge Analytica, Alexander Tayler, è stato rimosso dal suo incarico e riprenderà il suo posto a capo della divisione dati "per focalizzarsi sulle varie inchieste e indagini", ha sottolineato il consiglio della società in una nota, riportata da Bloomberg.