M5S non cambia idea: "Mai con Berlusconi"

M5S non cambia idea:

Attualmente in questa prospettiva si sarebbero trovati d'accordo Lega, Forza Italia e Fratelli di Italia: nessuna apertura dunque a Roberto Lamagni, su cui Cesare Cisaria della Lega aveva espresso un veto assoluto arrivato addirittura dal provinciale del suo partito e che dunque dovrebbe correre autonomamente, mettendo insieme una formazione di centrodestra diversa da quella dei partiti.

I forzisti escludono pertanto un appoggio esterno: "O governo con tutti gli onori oppure opposizione dura". Non ne ha fatto mistero Di Maio nelle sue tappe di Termoli e Isernia, lo ha ribadito Silvio Berlusconi questa mattina, venerdì 13 aprile, a Termoli.

"Parteciperemo ad un governo solo se ci sarà una dichiarazione esplicita e chiara da parte del M5S e che ci sia pari dignità tra tutte le componenti del centrodestra, FI e Berlusconi".

Il Movimento Cinque Stelle e Forza Italia si sono scontrati per l'ennesima volta sul ruolo di Berlusconi.

La delegazione del Pd, giunta a piedi al Quirinale, ha ribadito al capo dello Stato il proprio ruolo di minoranza. "Sono certo che prevarrà un voto di testa e un voto intelligente". Tattica? Realtà? Il leghista ha detto, in sostanza: '"Abbiamo trovato una condivisione invidiabile e invidiata dalle altre forze politiche, siamo andati insieme al Colle per esprimere la comunità di intenti della nostra coalizione. E' una posizione che io non comprendo".

L'ombra di Banco, ovvero di Silvio Berlusconi, continua ad aleggiare come un fardello nella trattativa tra Cinque Stelle e Lega, intesa come parte integrante e della coalizione del centrodestra. Anche alla luce di quanto avviene in Siria, "occorre che le forze che hanno prevalso la smettano col tira e molla, le tattiche, i tatticismi, i personalismi estremi e la grande incertezza che stanno generando" dicendo se sono in grado di essere "all'altezza della situazione".