Lavoro nei campi, Coldiretti: "Ritorno epocale dei giovani"

Lavoro nei campi, Coldiretti:

"I giovani, prima e meglio di altri, hanno capito che l'Italia per crescere deve puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l'arte e il cibo" ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare "che l'agroalimentare italiano offre una prospettiva di nuove e interessanti prospettive di futuro per chi sa esprimere la propria creatività a contatto con la natura".

I dati, contenuti nello studio 'Ritorno alla Terra', sono stati presentati oggi all'apertura del primo 'Open Day dell'agricoltura' italiana, organizzato dalla Coldiretti sul lungomare di Bari.

Secondo un recente sondaggio Coldiretti/Ixè, nel 57 per cento dei casi oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18 per cento) o fare l'impiegato in banca (18 per cento). Un successo - spiega la Coldiretti - legato alla voglia di studiare qualcosa che unisca la pratica alla teoria, che insegni come si fanno le cose e come si possa costruire una carriera professionale a contatto con la natura grazie a un'esperienza che affianca lo studio sui libri al lavoro nelle stalle, nei caseifici, nei campi, nei laboratori.

Da qui l'iniziativa dei giovani Coldiretti che hanno costituito una speciale task force a livello territoriale con tutor, corsi di formazione e consigli per accedere al credito.

Il presidente regionale Prandini ha evidenziato problemi e risorse di un'agricoltura sempre più in grado di attrarre giovani, puntualizzando sulla necessità di "rafforzarne le potenzialità e l'appeal" in modo che sia, sempre più, un'opportunità di "scelta vincente" per le nuove generazioni ed evidenziando - a tutto tondo - l'azione di Coldiretti, nel suo ruolo di sindacato di filiera. Le ultime fasi sono la ricerca delle garanzie necessarie alla concessione dei finanziamenti anche con la consulenza e la collaborazione di CreditAgri, il sistema di garanzia della Coldiretti per le aziende agricole.

"E' un'agricoltura, quella lariana, che non è ferma al passato, ma ha la volontà di giocarsi tutte le carte per lo sviluppo e la crescita: ci sono tanti giovani che prendono le redini delle imprese agricole della loro famiglia, e altrettanti che ne creano di nuove, partendo da zero". Il traguardo, che diventa poi il punto di partenza dell'impresa, è la realizzazione del progetto per la quale servono energia, entusiasmo e concentrazione, oltre a una certa dose di pazienza per l'inevitabile burocrazia che agli imprenditori agricoli - spiega Coldiretti - sottrae almeno 100 giorni di lavoro ogni anno.

Fra gli ostacoli maggiori - secondo la Coldiretti - il costo elevato della terra, con quella arabile che in Italia è la più cara d'Europa avendo un prezzo medio di 40.153 euro all'ettaro.