La sicurezza di Balotelli: "Da bianco avrei avuto meno problemi"

La sicurezza di Balotelli:

"In alcuni stadi mi è stato urlato che non esistono neri italiani, io sono la conferma del contrario". Anche se a tutti gli effetti, per la legge, io sono diventato italiano solo a 18 anni.

Balotelli si scaglia dunque contro la vecchiezza delle leggi italiane: "Quella è una legge sbagliata, forse è per quello che ancora oggi qualcuno vede il nero come il colore del diverso, dell'inferiore, dell'errore in mezzo alla fotografia della squadra. Se fossi stato bianco di sicuro avrei avuto meno problemi". Forse avrei comunque combinato qualche casino di troppo e avuto atteggiamenti sbagliati, ma sarei sicuramente stato perdonato di tutto più in fretta. "I razzisti ci sono, ma l'Italia in genere non è un paese razzista".

Quello che è certo comunque è che Balotelli non crede che l'Italia sia un Paese razzista.

Poi Balo torna a parlare del senatore Toni Iwobi eletto tra le fila della Lega: "Un partito non proprio inattaccabile dal punto di vista del razzismo". Da quest'esperienza ripartiremo, più convinti di prima. Senatore della Lega? Quel signore è stato strumentalizzato senza rendersene conto. Per tornare in cima al mondo, come a Berlino nel 2006: "Una vittoria che era la rappresentazione di un sogno per sessanta milioni di persone, di individui, sessanta milioni di bambini che hanno ritrovato il tempo senza dimensione, la gioia senza soluzione di continuità, sentimenti positivi che diventano mezzi di espressione e di coesione sociale". "Il pensiero giusto è che esistono neri italiani o meglio italiani e stop". Educare significa letteralmente, condurre fuori.