Ilaria Alpi: nuovi documenti, procura valuta la riapertura. La madre: "Basta illusioni"

Ilaria Alpi: nuovi documenti, procura valuta la riapertura. La madre:

Martedì 17 aprile, dalle 9.30 alle 12.30, i rappresentanti dei giornalisti italiani si ritroveranno davanti al tribunale di Roma, a piazzale Clodio, per chiedere che non vengano archiviate le indagini sull'assassinio della giornalista e dell'operatore del Tg3, uccisi in circostanze ancora da chiarire il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, in Somalia.

L'incartamento è stato trasmesso dalla Procura di Firenze ed è stato depositato oggi dal pm Maria Rosaria Guglielmi al gip nell'ambito dell'udienza fissata per discutere la richiesta di archiviazione che era stata avanzata nel luglio scorso dai pm romani per "l'impossibilità di risalire al movente e agli autori degli omicidi".

Il giudice Andrea Fanelli, che dovrà decidere se archiviare o meno il procedimento, ha aggiornato il procedimento al prossimo 8 giugno. A fine udienza è intervenuta Luciana Alpi, la mamma della giornalista: "Da troppo tempo siamo in attesa di una verità che non arriva. Non voglio fare alcun commento, perché mi sono illusa troppe volte".

Nel frattempo fuori dal tribunale erano riuniti gli esponenti dei Comitati di redazione della Rai, Fnsi, Ordine dei Giornalisti, Usigrai. Presenti anche le associazioni Art.21 e Libera Informazione. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. La parte di inchiesta dedicata ai presunti depistaggi aveva preso le mosse proprio dalle motivazioni della sentenza di Perugia, nella parte in cui si parlava delle presunte anomalie legate alla gestione di un testimone, rivelatosi falso, Ahmed Ali Rage, detto Gelle, anch'egli somalo. La famiglia Alpi chiese da subito che venissi scarcerato, perché era convinta della mia innocenza, e mi è stata vicina fino all'assoluzione.