Ikea: Cgil, provvedimento Tribunale ingiusto e non condivisibile

Ikea: Cgil, provvedimento Tribunale ingiusto e non condivisibile

Lo ha riferito Marco Beretta, segretario generale della Filcams-Cgil, parlando con i giornalisti nel corso di una conferenza stampa a Milano, in seguito al respingimento del ricorso da parte del giudice del lavoro per il licenziamento che la lavoratrice Ikea di Corsico, Marica Ricutti, aveva subito. Alla manifestazione avevano partecipato circa 200 persone, molte delle quali amiche oltre che colleghe della donna, che era impiegata da 17 anni in quel negozio, nonché i lavoratori del punto IKEA di Sesto Fiorentino, i quali avevano a loro volta deciso di incrociare le braccia per alcune ore in segno di solidarietà.

Marica aveva fatto richiesta all'azienda per avere un orario più flessibile per poter accudire il figlio disabile.

Inoltre, si legge nella dichiarazione dell'azienda, "in più occasioni, la lavoratrice - per sua stessa ammissione - si era autodeterminata l'orario di lavoro senza alcun preavviso né comunicazione di sorta, mettendo in gravi difficoltà i servizi dell'area che coordinava e il lavoro dei colleghi, creando disagi ai clienti e disservizi evidenti e non tollerabili".

Alla fine l'ha spuntata Ikea.

La decisione del giudice sarebbe avvenuta grazie alla messa agli atti di testimonianze che avrebbero detto delle verità sui fatti accaduti in merito alla faccenda: Ikea è soddisfatta in quanto il giudice ha riconosciuto i comportamenti inadeguati della sua lavoratrice.

E soprattutto è da escludersi la discriminazione per via dei permessi chiesti per il figlio disabile. Il legale, dello studio Fezzi-Chiusolo, ha spiegato che "da ieri, cioe' dal giorno di deposizione dell'ordinanza ci sono 30 giorni di tempo per opporsi" consapevole che "nel 95% dei casi lo stesso giudice conferma", ma confidente nel fatto che "in sede di Appello potremo far valere alcuni elementi e circostanze di fatto che non sono state considerate in questa fase".

Dure, naturalmente, sono state le reazioni dei dirigenti sindacali, che non hanno accettato di buon grado l'esito del procedimento ed il contenuto dell'ordinanza, che comunque non chiude il primo grado di giudizio. Il provvedimento che ha respinto il ricorso presentato dalla Ricutti "a nostro avviso appare ingiusto e non condivisibile, e per questo la lavoratrice, con il sostegno della Filcams Cgil Milano, ha già dato mandato ai suoi legali di presentare il ricorso in opposizione, che nei prossimi giorni verrà depositato".