Grancio annuncia il suo addio: "Espulsa da un M5s avvelenato dal potere"

Grancio annuncia il suo addio:

"Per questa mia posizione di suggerimento alla prudenza e all'approfondimento dei fatti, immediatamente dopo la riunione in Commissione vengo sospesa", conclude il suo "atto di accusa" la consigliera espulsa, ennesima "spina" nella complessa rete del Movimento 5 Stelle. Parlare al paese - partendo da temi come povertà, lavoro e maternità, sui quali la maggioranza degli elettori ha premiato forze diverse dal PD - e farlo con il linguaggio, l'umiltà e la forza di un partito consapevole di essere stato sconfitto ma convinto che non si possa ripartire se non dai bisogni delle persone. Nel programma definitivo si legge infatti che il "Movimento 5 Stelle sostiene l'adeguamento dell'Alleanza Atlantica (NATO) al nuovo contesto multilaterale, contemplando un inquadramento delle sue attività in un'ottica esclusivamente difensiva".

L'urbanistica è il terreno in cui ha mosso i suoi primi passi nel movimento romano, con l'adesione al Tavolo Urbanistica Comunale che la porta dritta ad essere eletta nel 2016 e a ricoprire il ruolo di vicepresidente della commissione Urbanistica. "Con un programma preciso sono diventati il primo partito in Italia, raggiungendo il 32% e adesso lo cestinano diventando il primo caso, nella storia della nostra repubblica, di trasformismo che coinvolge un intero partito e i rispettivi gruppi parlamentari". "Ora proseguo il mio compito nel gruppo Misto". "I punti votati dai cittadini, infine, sono nel programma che il candidato premier Luigi Di Maio ha presentato in campagna elettorale". Nella commissione urbanistica che esprimeva parere positivo per la realizzazione dello stadio a Tor di Valle, esprimo perplessità sulla proprietà dei terreni ed altro ancora, e non partecipo alla votazione in commissione e in consiglio, proprio per non assumere una posizione politica contraria al mio gruppo. "Il M5S giudica "grave il mio comportamento" e motiva la sospensione con implausibili ipotesi (espresse peraltro tutte con verbi al condizionale)". Nel mese di luglio, scrive la consigliera capitolina, "decido di difendermi da quella che reputo una grave ingiustizia nella sede più opportuna: il tribunale civile", difesa dall'avvocato Lorenzo Borrè. Non è quello che diciamo da sempre? 3 agosto 2017. Il gruppo consiliare M5S firma per chiedere al Segretario Generale la mia estromissione dalla carica di consigliera, oppure 'farmi passare' al gruppo misto. "In realtà e di fatto non solo non vengo più reinserita - ha raccontato la consigliera - Anzi si aggravano la volontà e i comportamenti del gruppo per emarginarmi e impedirmi qualsiasi confronto". Ad esempio cita un passaggio della prima bozza, in cui si legge "ripudiamo ogni forma di colonialismo, neocolonialismo e ingerenza straniera", ma nella versione finale c'è scritta la stessa identica cosa, in una forma più adeguata: "La politica estera del Movimento 5 Stelle - riporta la versione finale - si basa sul rispetto dell'autodeterminazione dei popoli, la sovranità, l'integrità territoriale e sul principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi". Dove sarebbe il senso "diametralmente opposto" di cui parla il Foglio? . Programma - beneinteso - che i cittadini vogliono vedere attuato. Su Facebook, l'ormai ex attivista in quota Cinque Stelle, dà il via a un lungo messaggio: "Esclusione della consigliera Cristina Grancio da gruppo capitolino Movimento 5 stelle".