Governo: da Renzi no a M5S, pronti a conta in Direzione/Adnkronos

Governo: da Renzi no a M5S, pronti a conta in Direzione/Adnkronos

Si conclude qui oggi in modo altrettanto positivo: "ovvero il dialogo tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico è un dialogo avviato e in questi giorni ci sarà un dialogo interno anche a queste forze politiche aspettando ovviamente la direzione del Pd" ha spiegato Fico.

In attesa della direzione, che per ora sembra confermata il 2 maggio, vanno in scena però solo divisioni e attacchi.

Molti osservatori sono comunque scettici sulla possibilità che PD e M5S riescano a stringere un accordo che gli consenta di governare, per lo meno per una parte della nuova legislatura. E al centro ci sono "i bisogni delle persone senza pensare al tornaconto di partito, senza pensare al tornaconto del Movimento" afferma il capo politico del M5S.

Ma "se fallisce questo percorso, per noi si deve tornare al voto: non sosterremo nessun altro governo, tecnico, di scopo o del Presidente". Il contratto, specifica Di Maio, dovrà essere ratificato dal voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau. "Capisco le loro dinamiche interne, ma è chiaro che dobbiamo vederci per capire se ci sono i presupposti ci facciano sapere se sono disponibile poi vediamo la stesura del contratto". Martina era stato nettissimo: "Noi siamo disponibili a valutare il fatto nuovo della fine di qualsiasi tentativo di un accordo tra M5S e Lega e centrodestra".

Maurizio Martina ha preso l'impegno di approfondire questo nuovo percorso con tutto il partito, coinvolgendo tutti i dirigenti. Inoltre, "è fondamentale - ha proseguito Martina- ribadire la centralità del rinnovamento della democrazia rappresentativa in questo paese a dispetto di qualsivoglia deriva plebiscitaria così come celebrare e ricordare a tutti che la questione sociale italiana è la questione fondamentale, il grande tema del lavoro, dello sviluppo di politiche per l'equità, la lotta alle disuguaglianze". E questi, per tre volte, hanno certificato l'impossibilità sia di una intesa dei grillini sia con il centrodestra che con la sola Lega, né dai tre giorni di tempo dati per riflettere dopo l'esplorazione Casellati sono giunte novità. Ma questa strada è sbarrata da Sergio Mattarella che teme le conseguenze della prolungata instabilità politica sulla nostra economia tenuta in scacco dal voraginoso debito pubblico italiano. Le prime reazioni di alcuni esponenti renziani non inducono all'ottimismo.

Un chiaro riferimento alle parole di Luigi Di Maio sulla chiusura del forno con la Lega di Matteo Salvini. Per chiarezza, sulla proposta di un accordo per un governo politico Pd-M5s la mia personale posizione resta la stessa di sempre: "sono contrario". Il prodiano Gozi già dice che "voterà no" all'intesa, così come il commissario di vigilanza sulla Rai del Pd, Anzaldi. E sostiene che "non ci sarà un appoggio esterno, le vie di mezzo non sono serie".

Poi Piero Fassino si pronuncia a favore dell'ipotesi: "Finora è la migliore possibile". Ma i suoi toni battaglieri, l'intenzione di combattere e provarci fino in fondo, non convincono i pasdaran renziani, che lo accusano di forzare. "Forse voleva dire "coerente" e leale, visto che lavoro da 40 giorni per formare un governo fedele al voto degli italiani", è la replica di Matteo Salvini al leader dei Cinquestelle Di Maio.