Federica Angeli in aula contro gli Spada, non ho paura

Federica Angeli in aula contro gli Spada, non ho paura

Era il 17 luglio del 2013 quando Angeli assistette ad un tentato duplice omicidio sotto la sua abitazione a Ostia, avvenuto nell'ambito di un regolamento di conti tra esponenti dei clan del litorale. Oggi, la Angeli è tornata in Tribunale sentita in qualità di testimone. La giornalista, come spiega Repubblica.it, da 1736 giorni è sotto scorta. "Hanno provato in tutti i modi a privarmi della libertà - ha commentato lasciando piazzale Clodio - e sono riusciti a privarmi di quella fisica perché ho la scorta, ma sicuramente io alle loro regole non ci sto e oggi posso dirvi che mi sento libera, è una bellissima sensazione". "Carmine Spada intimò alle persone che si erano affacciate alla finestra di rientrare dentro". Lo ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, che si è recata oggi nel Tribunale di Roma per seguire l'udienza in cui verrà ascoltata come testimone Federica Angeli nel processo a carico di alcuni esponenti del clan Spada. Un lungo periodo durante il quale ha ammesso di aver ricevuto molte minacce dirette e indirette, ma anche insulti via social ed avvertimenti.

Anche figlio quando aveva 8 anni venne preso di mira da Carmine Spada, che gli fece il segno della croce. Sono qui come sindaca della città per lanciare un messaggio forte e duro contro la malavita. "Da cittadino e da uomo delle istituzioni sono e sarò al fianco di Federica Angeli e di tutti i cittadini, imprenditori, comitati, uomini di chiesa che pur avendo paura denunciano, non abbassano la testa, non chiudono le serrande e non si girano dall'altra parte". Anche la Regione Lazio era presente così come annunciato da Gianpiero Cioffredi, presidente Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio. "Gli Spada sappiano che Roma non ha paura", ha tuonato la Raggi, ribadendo la sua vicinanza alla giornalista Federica Angeli, "che ha il coraggio di testimoniare". Quando raccontava dei fatti di Ostia sembrava quasi che enfatizzasse i fenomeni: oggi è invece chiaro, anche da quanto sta emergendo dalle inchieste, che in quella parte di Roma c'è un grumo di criminalità e comportamenti omertosi che possono essere definiti mafiosi. Disse: 'Che cosa guardate? "Ad Ostia c'è un clima e una realtà che non possono essere sottovalutati".