Disastro ambientale a Napoli. Scarcerati i fratelli Pellini: scatta la protesta

Disastro ambientale a Napoli. Scarcerati i fratelli Pellini: scatta la protesta

Niente benefici, né agevolazioni per i tre fratelli Pellini, freschi di scarcerazione.

La scarcerazione, verificatasi lo scorso 30 marzo, grazie ad un'ordinanza della Procura Generale presso la Corte d'Appello di Napoli, dei fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini dopo appena 10 mesi di reclusione e di cui si riferiva in precedenza scatenava, nei giorni seguenti, un fiume di polemiche. La mia presa di posizione era sulla rassegnazione che sta crescendo dalle nostre parti per questi fatti.

"Questa decisione, anche se temporanea, ci sconcerta" perché "incoraggia coloro che inquinano e legittima la rassegnazione della gente". Siamo rassegnati perché la legge ha fallito. Una decisione che, nonostante un decreto del governo di due anni fa sulla terra dei fuochi, incoraggia certi comportamenti. Alcuni mesi fa c'era stata la sentenza della Cassazione che parlava chiaramente di grave disastro ambientale ad Acerra. La decisione di liberarli, se confermata dal Tribunale di sorveglianza, significherebbe sottovalutare il dramma umanitario dell'inquinamento, per il quale da noi ci si continua ad ammalare e morire.

"Una decisione che non tiene in considerazione, umilia e mortifica la sensibilità dei cittadini verso il dramma ambientale". Una decisione che suscita disorientamento per la difformità di giudizio tra i diversi organi della giustizia. Siamo per la misericordia, ma anche per la giustizia. Ma anche quello va a rilento. E le richieste che più volte i cittadini hanno avanzato e cioè quelle di una moratoria seria, che si opponga a nuovi insediamenti inquinanti, le richieste di controllare continuamente l'aria che è inquinata, di far funzionare le centraline per il controllo delle polveri sottili: "inevase".