Cinema, è morto il regista Vittorio Taviani

Cinema, è morto il regista Vittorio Taviani

Era il fratello maggiore di Paolo, nato a San Miniato in Toscana il 20 settembre del 1929. Il corpo del regista, per sua disposizione, sarà cremato in forma strettamente privata.

Figlio di un avvocato dichiaratamente antifascista (cui le squadracce, durante la dittatura, fecero saltare in aria la casa) Vittorio frequenta la facoltà di Legge all'università di Pisa e nel frattempo, insieme al fratello - sono entrambi dei grandi appassionati di cinema - anima il cineclub della città e organizza proiezioni anche a Livorno, con loro c'è l'amico partigiano Valentino Orsini.

Il debutto sul grande schermo risale al 1962, quando i Taviani hanno firmato il lungometraggio 'Un uomo da bruciare', con Gian Maria Volonté, ispirato alla vita di Salvatore Carnevale, bracciante, socialista di Sciara, in provincia di Palermo, attivo nel sindacato e nel movimento contadino, freddato da killer in Sicilia nel 1955. Il più conosciuto è probabilmente Padre Padrone, che nel 1977 vinse la Palma d'Oro al Festival di Cannes: racconta la storia di un giovane pastore che si ribella al padre dispotico, nella Sardegna degli anni Quaranta.

Morto Vittorio Taviani, uno dei due fratelli registi. Il loro ultimo film è stato 'Una questione privata', girato lo scorso anno, che ha per protagonista il bravissimo Luca Marinelli.