Cambridge Analytica, lo scandalo si allarga

Cambridge Analytica, lo scandalo si allarga

Non 50 milioni di profili, ma i dati di 87 milioni di utenti del social network sono stati illecitamente usati dalla società inglese di analisi di big data a scopi politici.

Fino a qualche anno fa, infatti, Facebook permetteva alle app di registrare informazioni sugli utenti senza dichiararlo in modo chiaro: è così che gli utenti 'derubati' delle proprie informazioni personali sono diventati più di 87 milioni.

Per alcuni il fatto che proprio la Cambridge Analytica, di proprietà di Robert Mercer, strettamente connesso al team di Trump, si sia servita di questi dati sensibili, è una prova che qualcosa durante le elezioni è stato manipolato. E ancora, alla domanda se qualcuno di Facebook fosse stato licenziato per lo scandalo di Cambridge Analytica, ha fatto mea culpa, sottolineando come la vicenda fosse una sua responsabilità: "Non ho intenzione di licenziare qualcuno per gli errori che abbiamo commesso qui". "È stato un grosso errore, è stato un mio errore", ha detto il Ceo di Facebook, che ha confermato la sua presenza davanti al Congresso degli Stati Uniti.

Inoltre, con effetto immediato, Facebook afferma che non consentirà più agli sviluppatori di utilizzare le API degli Eventi per accedere alla lista degli invitati o all'elenco di tutti gli eventi programmati sulla piattaforma come i concerti.

In una conference call di 45 minuti con i giornalisti Mark Zuckerberg si è di nuovo scusato per il grave scandalo, di cui Facebook è stato una sorta di Cavallo di Troia, sfruttato da Cambridge Analytica. Altre limitazioni riguardano l'utilizzo delle API dei Gruppi. E in futuro, solo le app che approviamo e che accettano requisiti rigorosi potranno utilizzare l'API Eventi.

Per evitare nuovi casi di uso illecito dei dati degli utenti, la società cerca ogni giorno di correre ai ripari proponendo nuove soluzioni e strumenti per cercare di garantire un po' più di privacy agli iscritti. "Nel 2012 - si legge - CA ha realizzato un progetto per un partito italiano che stava rinascendo e che aveva avuto successo per l'ultima volta negli anni '80". Inoltre, Facebook sta rimuovendo le informazioni personali, come i nomi e le foto del profilo, gli allegati ai post o ai commenti a cui le app approvate possono accedere. L'Ente non crede più che quotidianamente la privacy dei loro utenti venga tutelata. Come parte di questo processo diremo anche alle persone se le loro informazioni potrebbero essere state condivise in modo improprio con Cambridge Analytica. E chissà anche nel target delle campagne social di un partito italiano.