Calenda: "Non siamo ruota di scorta di Di Maio, serve governo istituzionale"

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Poi si è capito che (forse) voleva sostenere un governo istituzionale e cioè del Presidente e una segreteria costituente per il Pd, lamentandosi che ogni volta che ha proposto questo è stato "bastonato" da Orfini ed Emiliano, che secondo me hanno fatto benissimo a farlo. "Bisogna sedersi una proposta che non può essere quella di fare la ruota di scorta di un governo di Di Maio", ha aggiunto Calenda.

Calenda parla anche dell'attuale situazione economica: "Non ci sono segnali che possano far temere una recessione".

All'Italia serve "un governo istituzionale, aperto alla partecipazione di tutti i partiti non composto da figure dei partiti e con obiettivi" che "siano condivisi", il rispetto "degli obblighi internazionali e che anche metta mano alla legge elettorale, ha poi sostenuto Calenda che non ha voluto dare un'identikit del premier ma si è detto contrario "a un governo di professori. Vogliamo scommettere che se si pone il problema della leadership si riapre il forno con la Lega?", si chiede".

Il problema di Luigi Di Maio e del Movimento 5 stelle "è solo quello di arrivare al governo, perché poi la linea la daranno solo Grillo e Casaleggio", continua Calenda. "Oggi la grande questione è gestire la realtà e la teoria ha mostrato dei limiti enormi". Quindi, "il principio che io rappresento gli onesti e tu i delinquenti rende molto difficile la compatibilità di governo".

"Io non saprei come spiegarlo a un elettore di centrosinistra che questa è una soluzione". "C'è ancora tantissima propaganda nel M5s, è un partito che prima delle elezioni sostenenva il referendum sull'euro, io non do credibilità a Di Maio che ha un comportamento ondivago e che cambia il programma proprio quando deve andare lui a Palazzo Chigi". Quanto al Pd "è molto importante che Renzi prenda la parola direttamente". Una mossa che dovrebbe fare il segretario reggente Martina al quale, ha riconosciuto Calenda, "è stato affidato un compito improbo".

Una visione gattopardiana, praticamente, ma con quella sfumatura di volemoce bene che renda il tutto più accettabile.

Ma la domanda fondamentale è: cosa vuole Carlo Calenda?