Attacco in Siria, polemiche dal Congresso

Attacco in Siria, polemiche dal Congresso

Sarebbero stati lanciati tra i 100 e i 120 missili da crociera. Lo ha fatto in diretta tv in un drammatico discorso alla nazione, in cui ha insistito sulla necessità di agire contro i crimini e la barbarie perpetrati dal regime di Assad, definito "un mostro" che massacra il proprio popolo.

Secondo il ministero russo gli Usa hanno lanciato i raid da due navi nel Mar Rosso e con aerei militari tattici nel mar Mediterraneo e da bombardieri B-1B nei pressi di Tanf. La Russia che non accetta la versione occidentale degli attacchi chimici anzi la definisce propaganda, minaccia ritorsioni.

Con una nota diffusa da Downing Street, la premier britannica Theresa May, ha comunicato di aver dato "ordine alle forze britanniche di condurre attacchi coordinati e mirati per ridurre il potenziale dell'armamento chimico del regime siriano e dissuaderne l'uso".

Usa, proteste davanti alla Casa Bianca: "Fermate i bombardamenti in Siria" Un piccolo gruppo di dimostranti ha esposto striscioni e scandito cori contro l'attacco in Siria. "E se Assad e i suoi generali assassini dovessero perpetrare un altro attacco con armi chimiche, dovranno rispondere ancora di più alle loro responsabilità". Il presidente poi ha detto che gli Usa sono "pronti a sostenere questa risposta, fino a quando il regime siriano non fermerà l'uso degli agenti proibiti". Infine, il presidente elenca i suoi successi nello sdradicare l'Isis dal territorio che aveva occupato in Siria, le rafforzate alleanze con i Paesi del Golfo persico e con l'Egitto, i tentativi di migliorare il Medio Oriente, "un posto travagliato, dove gli Stati Uniti resteranno un partner e un amico", ma "il destino della regione resta nelle mani della sua stessa gente".

L'amministrazione Trump, in combutta con i fresconi franco-britannici, da tempo lavora per costruire l'ennesimo obiettivo fantoccio che, questa volta però, è strettamente legato alla Russia di Putin e dagli iraniani. I bersagli "sono stati specificatamente individuati" per evitare di colpire presidi con forze russe in Siria, ha precisato il capo degli stati maggiori congiunti americano, Joseph Dunford, durante una conferenza stampa dopo il raid.

Nel giro di 17 anni gli americani sono riusciti nella poco invidiabile impresa di abbattere regimi "sanguinari" di paesi comunque politicamente stabili e di sostituirli, con un bagno di sangue, con governanti di comodo la cui politica ha provocato un esodo senza precedenti verso l'Europa, con le problematiche che quotidianamente trovano ampio spazio sulle cronache nazionali ed estere.