Assegnati i Pulitzer 2018: premiate le inchieste Russiagate e Weinstein

Assegnati i Pulitzer 2018: premiate le inchieste Russiagate e Weinstein

Il Washington Post ha meritato il Premio Pulitzer anche per aver messo in luce le accuse di molestie sessuali contro il candidato repubblicano in Senato in Alabama Rooy Moore da parte di donne, una delle quali all'epoca era ancora minorenne.

Doppio Pulitzer per il New York Times, che conquista il prestigioso premio giornalistico americano prima con il New Yorker, per gli scoop sul caso Weinstein, poi con il Washington Post, per il Russiagate. Un'inchiesta che ha toccato anche il Presidente statunitense Trump che, più volte, aveva etichettato la questione come una fake news.

Per la sezione musica, non senza qualche sorpresa, il riconoscimento è andato a Kendrick Lamar, rapper, autore dell'album 'Damn': "E' una virtuosistica raccolta di canzoni - ha detto la direttrice Canedy - unificata dall'autenticità del suo gergo e dal dinamismo ritmico che catturano la complessità della vita moderna afroamericana".

La redazione del Washington Post
La redazione del Washington Post

Cronaca nazionaleVincitrici due inchieste legate al Russiagate, il premio è stato assegnato al Washington Post e al New York Times per come hanno raccontato le sospette interferenze russe nella corsa alla Casa Bianca nel novembre 2016 e per come hanno seguito e divulgato le indagini di Robert Mueller, il procuratore speciale chiamato a fare chiarezza sulla vicenda. Al 'Nyt' e al 'Wp' va quindi il premio per il National reporting, mentre l'International se lo è aggiudicato il trio Baldwin, Marshall e Mogato per Reuters.

Non solamente parole e inchieste ma anche immagini e istantanee. Un riconoscimento arrivato grazie ad una foto definita "agghiacciante, che mostra i riflessi e la concentrazione del fotografo".