Tottenham-Juve, 5000 tifosi bianconeri nel tempio del calcio

Tottenham-Juve, 5000 tifosi bianconeri nel tempio del calcio

Con queste avverse premesse la Juventus si è presentata a Wembley per il ritorno degli ottavi di Champions League. Tempo tre minuti e la Juve va in vantaggio: Higuain riceve palla e la difende, poi si gira e verticalizza per Dybala, corsa solitaria verso la porta e gol.

Serata magica per la Juventus che supera il Totteneham e raggiunge i quarti di Champions League, dopo lo svantaggio iniziale seguito da una lunga ed estenuante sofferenza interrotta dai lampi di Higuain e Dybala.

Al 64′ arriva la zampata del solito Gonzalo Higuain che riapre le speranze e solo tre minuti più tardi è proprio il "Pipita" a lanciare in area il connazionale Paulo Dybala che regala il gol qualificazione. Al 90' l'unica grande paura per il palo pieno colpito da Kane, azione viziata da fuorigioco. Ma sapevamo che le opportunità sarebbero arrivate e siamo stati bravi a sfruttarle. Al momento delle due sostituzioni operate da mister Allegri al termine del primo tempo (dentro due terzini come Asamoah e Lichtsteiner), in molti hanno pensato che la Juve non avrebbe mai potuto qualificarsi. Pochettino si schiera a specchio e in avanti propone Alli, Kane e Son.

I bianconeri sanno difendere e soffrire come poche squadre al mondo. Al triplice fischio finale decretato dal signor Marciniak, esplode di gioia lo spicchio di stadio riservato ai tifosi juventini, così come i calciatori in campo, artefici di un miracolo sportivo. A loro manca ancora un pelo per vincere queste partite e un trofeo, a loro manca questa scintilla forse, noi abbiamo sfruttato la nostra esperienza. Potete chiamarla inesperienza, poca concentrazione, ma quando analizzi la partita vedi che il Tottenham ha fatto meglio per oltre 70 minuti.

La grande squadra è quella che sa interpretare la singola partita e proporre un calcio efficiente in relazione agli uomini a disposizione, ma anche in relazione alla formazione che si trova contro. Abbiamo avuto la fortuna nel primo anno, anche con un filotto e un sorteggio magari un po' fortunato, e abbiamo preso autostima.