Spotify, al via la quotazione in borsa

Spotify, al via la quotazione in borsa

Nel presentare alla Consob americana, ovverosia alla SEC, la domanda di quotazione in Borsa, Spotify per l'esercizio di bilancio 2017 ha dichiarato un fatturato in crescita anno su anno del 38% a 4,09 miliardi di euro, ovverosia pari a quasi 5 miliardi di dollari al cambio attuale. Dopo aver rivoluzionato il mondo della musica portando i brani degli artisti di tutto il mondo direttamente sui cellulari e i computer degli utenti grazie a Internet, ora il servizio di musica in streaming più famoso al mondo ha deciso di quotarsi in Borsa. Dato che questo è un elenco diretto da azionisti esistenti, Spotify stesso non genererà proventi per le proprie casse.

È quanto risulta dal modulo F1, il documento che deve essere depositato da privati stranieri presso l'autorità di borsa prima di poter effettuare una IPO (offerta pubblica iniziale) negli Stati Uniti.

Spotify alla fine di dicembre conta su 159 milioni di utenti mensili attivi e 71 milioni di abbonati. "Spotify è stato fondato sulla convinzione che la musica sia universale e lo streaming sia un modello di accesso più robusto e senza interruzioni, a vantaggio sia dei fan che della musica" continua.

Con il ticker symbol 'SPOT', infatti, Spotify si quoterà sulla piazza azionaria a stelle e strisce attraverso un'Initial Public Offering (IPO) da 1 miliardo di dollari in base alle stime di mercato. L'azienda nel corso di questi ha provato a diversificare per trovare nuove modalità di ricavi con cui coprire i costi derivanti dalle licenze, ma senza successo. Secondo gli esperti, lo sbarco a Wall street potrebbe concludersi in primavera. Nell'annunciare la presentazione dei documenti, Spotify precisa comunque di aver concesso dei certificati-azioni per i suoi fondatori Daniel Ek e Martin Lorentzon, concedendo loro 41,7 milioni di azioni, ovvero circa il 23,8 percento dell'azienda.