"Potere al popolo" è anche un libro

E chiude questa campagna elettorale con un libro, "E ora... Piano piano, infatti, siamo riusciti a raggiungere settori vasti della popolazione e a interloquire con essi, soprattutto con quelli più popolari: una sfida che guarda in lungimiranza, l'inizio di un percorso che vuole riconsegnare fiducia e speranza nella possibilità di un cambiamento lento ma definitivo". E allora o si è di sinistra o non lo si è.

Non finirà con il voto di domenica l'esperienza di Potere al Popolo, non la solita sinistra: "Non so bene oggi cosa significhi sinistra - conclude Salvatore Prinzi - sicuramente non è quella che noi conoscevamo, altrimenti non avremmo fondato un movimento nuovo, inteso come popolare, che parla a tutti e si rivolge a tutti".


"Potere al popolo" è anche un libro

Agenpress. Cresce l'entusiasmo intorno alla nuova lista elettorale "Potere al Popolo!", l'unica novità di queste elezioni politiche.

La parola è passata a Isabella Marchino, Vice Sindaco di Montegabbione e candidata all'uninominale alla Camera per il collegio Perugia, Trasimeno, Marsciano, per illustrare i 15 punti del programma, che è stato scritto con un sistema partecipativo, frutto di più di 100 assemblee in tutta Italia che hanno dato il loro contributo sulle tematiche ritenute fondamentali per il benessere dei cittadini. Il voto a Potere al Popolo è un voto di sinistra per un programma coerentemente antiliberista, anticapitalista, ambientalista, pacifista, di rottura con i trattati europei e di attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza. Nelle priorità di Potere al Popolo, subito dopo, c'è l'ambiente. Porteremo avanti una lotto contro ogni forma di discriminazione, stiamo diventando un Paese che odia e vomita cattiverie sui migranti, sulle donne sempre più inascoltate e ricattabili, dal posto di lavoro alle mura domestiche. No, noi radicalsocialisti non vogliamo fare i "testimoni di Geova" del sol dell'avvenire: vogliamo - come dichiarato nei documenti fondativi e nei nostri congressi - unire teoria e prassi, vogliamo mescolarci a chiunque lotti DAVVERO per le cause della giustizia e della liberazione, qualunque sia la sua "sigla" di riferimento o il "simbolo" che ha nel cuore; vogliamo che il socialismo, per dirla con Marx, non sia un "perfetto" pacchetto ideologico escogitato da qualche geniale riformatore del mondo o sagace capo-partito, al quale la realtà debba conformarsi tra 20 o 200 anni, ma "il movimento reale che abolisce l'attuale stato di cose". Ci aiuterà il No al ponte? Apprezzando e ringraziando proprio per questo quei compagni che, pur facendo scelte elettorali diverse (e ci mancherebbe altro, in un'associazione plurale come la nostra, che mobilita circa seimila persone!) hanno lasciato senza polemiche che il Movimento vivesse questa bella e utile esperienza, in cui siamo cresciuti e ci siamo fatti conoscere: per le nostre elaborazioni politiche e culturali, non certo per la nostra organizzazione che abbiamo voluto tenere in secondo piano (anche nelle candidature) e che per noi è solamente uno strumento di riflessione e di analisi. Siamo la maggioranza che troppo spesso è stata ingannata. Oggi la politica non parla più di contenuti, da qui la necessità di un libro.