Pasqua in arte, fra simpatiche gallinelle e uova di cioccolato

Pasqua in arte, fra simpatiche gallinelle e uova di cioccolato

Quasi 400 mila saranno le uova pasquali sulle tavole dei marchigiani.

Secondo la Cna, le famiglie italiano amano personalizzare le loro uova: e abbiamo già visto che non c'è che l'imbarazzo della scelta. D'altra parte le confezioni stanno diventando sempre più raffinate per colori, grafica, lettering, e anche sul piano funzionale, per materiali, sistemi di apertura e di chiusura.

Come di consueto noi dell'Associazione CODICI invitiamo i cittadini ad informarsi al meglio prima di procedere all'acquisto di un uovo di Pasqua, per evitare di rimanere delusi o addirittura sorpresi: le etichette devono fornire tutte le informazioni necessarie ad una corretta/completa comprensione del prodotto e leggerle dettagliatamente è l'unico modo per farsi un'idea chiara di cosa porteremo in tavola durante una delle feste più amate dell'anno. Conseguenza, principalmente della modifica del mercato: l'uovo, da prodotto per bambini, si è ormai trasformato in dolce per tutta la famiglia.

Presenti i responsabili della Fondazione, il Direttore Generale dr. Alessandro Signorini e il Direttore Sanitario dr. Valter Gomarasca nonché il primario di pediatria dr. Giuseppe Riva.Ognuno dei circa 50 bambini ricoverati ha ricevuto un tradizionale uovo di cioccolata con sorpresa: si è trattato di un semplice gesto dei Carabinieri a testimonianza della vicinanza dell'Arma verso i più piccoli che purtroppo si troveranno a trascorrere le prossime festività Pasquali non tra giochi all'aria aperta e spensieratezza ma all'interno di una struttura sanitaria. In particolare le uova devono essere di categoria A (no all'albume in polvere!), il burro (da preferire decisamente alla margarina) deve essere in quantità non inferiore al 16%, mentre i canditi non devono essere meno del 15% (tra 15 e 20%). Il consumo annuale pro capite è ormai vicino ai 5 chili (4.835 grammi, per la precisione). Accanto alle declinazioni classiche nel nostro Paese e non solo, si stanno affermando varianti salutiste: senza glutine, vegane, biologiche. Lo segnala Confcommercio Toscana dopo aver ascoltato i maggiori operatori di riferimento nelle diverse province: "la tradizione delle uova di Pasqua resiste nelle case dei toscani, ma spesso viene rivisitata in base alle esigenze alimentari di ogni persona". Di sicuro l'usanza è già attestata tra Germania e Francia ai primi dell'Ottocento. Si narra che nel 1725, una titolare di una bottega in via Roma, la vedova Giambone, riempì alcuni gusci vuoti di uova di gallina con del cioccolato liquido e le espose nella vetrina del suo negozio.