Matteo Renzi, dopo il passo indietro si fa un nuovo partito

Matteo Renzi, dopo il passo indietro si fa un nuovo partito

Come da lui richiesto nella lettera di dimissioni, e come previsto dallo Statuto, ho immediatamente annunciato la convocazione dell'assemblea nazionale per gli adempimenti conseguiti. "La discussione tuttavia mostra la corda" commenta su Facebook Andrea Orlando.

"Continuare a discutere di un fatto ormai avvenuto non ha senso -ribadisce- come non lo ha disquisire del percorso conseguente le dimissioni che non consente soluzioni interpretative nè soluzioni creative".

"Nella direzione discuteremo le scelte politiche che il Pd dovrà assumere nelle prossime settimane", ha dichiarato poi Orfini nella nota. Il pensiero del ministro dem è piuttosto chiaro, e non molto distante da quello del presidente Matteo Orfini: "Si può ripartire solo se lo si fa insieme". "Presa di coscienza sul futuro del Pd non resa dei conti su passato". Ridefinire il nostro messaggio al paese, riaprire iscrizioni e tenersi lontano da M5S. Si prova a parlare di questo per evitare una discussione su un risultato che è stato drammatico. Secondo diversi giornali anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni si sarebbe sentito chiamato in causa dalle parole di Renzi e non avrebbe apprezzato il suo atteggiamento.

Quanto al programma sulla giustizia del Movimento 5 Stelle, illustrato durante la campagna elettorale dal deputato Alfonso Bonafede, indicato come eventuale prossimo Ministro, ci sono punti - dice Di Giacomo - che trovano piena condivisione tra i cittadini e gli appartenenti alle forze dell'ordine tra cui la sospensione della prescrizione quando inizia un processo oppure dopo la sentenza di primo grado, a prescindere dall'esito; l'impossibilità per un magistrato che viene eletto in politica di tornare poi a esercitare il proprio lavoro; la certezza della pena; tutti i processi riguardanti la criminalità organizzata si devono svolgere nelle Corti d'Appello; ampliare uso intercettazioni e riprese video come supporto alle indagini. La distanza è immensa, radicale, per loro il Pd è il male assoluto.

Con Calenda sembra trovarsi in netto disaccordo Michele Emiliano, governatore della Puglia e anima della minoranza Pd aperta a un dialogo con i Cinque Stelle.