Maroni: "Impossibile governo Lega-M5S". E avverte Salvini: "Stai attento, non correre"

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UDINE I risparmiatori traditi dal crollo delle ex banche Popolari venete riconoscono il lavoro fatto dal sottosegretario uscente del governo a guida Pd, Pier Paolo Baretta, ma chiaramente vedono in Matteo Salvini (e nel Movimento 5 Stelle) un alleato cruciale. Fonti qualificate del Partito Democratico riferiscono che l'accordo, in realta', vacillerebbe. Sono due forze euroscettiche, ostili all'euro e alle sue regole con simpatie per Vladimir Putin, entrambe vogliono rispedire a casa gli immigrati illegali sbarcati in Italia, intendono abolire la legge Fornero che ha innalzato gli anni per la pensione e cancellare il Jobs Act, puntano ad aumentare il deficit pubblico per sostenere investimenti e occupazione. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. Lo schema Di Maio-Salvini prevederebbe quindi l'assegnazione di Montecitorio al M5s per il cui scranno più alto si fanno i nomi di Riccardo Fraccaro, Emilio Carelli e Roberto Fico: improbabile la possibilità che lo stesso Di Maio sia interessato a candidarsi. "Non per incapacita' dei protagonisti", ammettono, "ma perche' la situazione e' oggettivamente difficile". Il primo passo verso una unità d'intenti comune sarà venerdì quando inizieranno le votazioni per eleggere i Presidenti di Camera e Senato.

Si tratta di punti qualificanti, che potrebbero portare a convergenze di programma per dare vita ad un esecutivo? "Questi confronti avvengono nel solo ed esclusivo interesse degli italiani, perché servono a individuare le personalità che possano ricoprire al meglio un ruolo fondamentale per il funzionamento di un Parlamento che sia al servizio dei cittadini", conclude Luigi Di Maio. Ma Silvio Berlusconi, lette e rilette le rassicurazioni di Matteo Salvini e del pontiere Giancarlo Giorgetti, comincia a sperare che la Lega non intenda rompere il patto di coalizione. Ma, prima di farlo, ha deciso di confrontarsi con i vincitori delle elezioni - Lega e M5S, per l'appunto - che d'ora in avanti esprimeranno in commissione Finanze la maggioranza dei componenti. Insomma, il vertice di mercoledì, che si dovrebbe tenere a pranzo, convocato a palazzo Grazioli tra i tre leader della coalizione, potrebbe partire col piede giusto. Il capo politico pentastellato ha precisato più volte che una cosa è l'intesa sulle presidenze delle Camere e un'altra quella per il governo: non sono legate. La presenza di Forza Italia inoltre renderebbe granitica l'ipotetica maggioranza, con anche Fratelli d'Italia che alla fine potrebbe aggregarsi per non rimanere troppo isolata.

A distanza di due settimane dalle elezioni politiche del 4 marzo 2018 ancora non si riesce a trovare una quadra sulla persona del futuro Presidente del Consiglio. Risultato logico, la presidenza del Senato a Forza Italia quella della Camera al M5S. "E' mio dovere andare al governo per trasformare in fatti il nostro programma", dice il segretario del Carroccio.