Malattia X: minaccia infettiva più grave del mondo, Oms lancia l'allarme

Malattia X: minaccia infettiva più grave del mondo, Oms lancia l'allarme

Spaventoso, tuttavia, il panorama che si è delineato: "Una grave epidemia internazionale potrebbe essere causata da un agente patogeno attualmente sconosciuto", ha dichiarato l'Oms. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, potrebbe rappresentare la prossima, grande pandemia che potrebbe decimare la popolazione mondiale.

Disease X è il nome del virus segreto che ha cominciato a spaventare tutto il mondo: è stato definito l'ebola del XXI secolo, di cosa si tratta esattamente e come potrebbe scatenare una vera epidemia.

È ancora l'Oms a specificarne i motivi, nella persona del consigliere Marion Koopmans: "L'intensità del contatto umano e animale sta crescendo sempre di più con lo sviluppo del mondo, e questo rende più facile l'emergere di nuove malattie". Inserendolo nell'elenco, questo rischio, sebbene non relativo ad un patogeno già identificato, diventa molto più reale e probabilmente spingerà i governi di tutto il mondo a prendere seriamente in considerazione eventuali tattiche di ripiego o di contrasto a seguito dei primi sintomi o della prima propagazione del virus.

La lista Blueprint. L'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica annualmente la "Blueprint list of priority diseases" cioè una lista che aiuta a determinare su quali malattie e patogeni dovrebbe concentrarsi la ricerca per evitare un'emergenza per la salute pubblica.

Malattia X: la malattia misteriosa che potrebbe uccidere milioni di persone. Gli esperti del comitato dell'Oms, virologi, batteriologi e infettivologi, ne hanno ampiamente discusso lo scorso 7 febbraio nella sede di Ginevra e alla fine hanno deciso di inserire la malattia X tra le più famose ebola, Zika, Sars e febbre di Lassa.

Una possibile fonte della Malattia X, inoltre, potrebbe essere la sua diffusione intenzionale come arma da parte di uno stato canaglia - in primis Corea del Nord o Siria, conosciuta per l'uso di armi chimiche - o da organizzazioni terroristiche come Isis o Al Qaeda.

Sotto osservazione anche i virus che non si trasmettono da uomo a uomo, come l'influenza H151 attualmente molto poco contagiosa ma con un tasso di mortalità di circa il 60%.