M5s, Di Maio e l'appello di responsabilità a tutte le forze politiche

Se le forze politiche non hanno capito questo segnale cosa vogliono un segnale più forte? "La seconda forza politica - ha rivendicato - è a oltre 10 punti da noi, c'e' stata una grande investitura nei confronti del M5S", ha detto ancora. Lo ha detto Luigi Di Maio alla stampa estera. Non possiamo perdere l'occasione di lavorare per gli italiani, non ci sono da fare alleanze ma parlare dei temi. Sempre più gente si convince che M5S sia l'unica possibilità per uscire dal baratro dei partiti: per questo credo che siamo destinati a crescere. Era un'ipotesi ventilata stamattina da La Stampa, che immaginava una soluzione in cui un governo guidato da un giurista (si facevano i nomi di Tesauro, Cassese e Silvestri) potesse ricevere la fiducia, o la non-sfiducia, di tutti i partiti dell'arco parlamentare.

"Sfido chiunque - ha detto Di Maio - a dire che il programma M5s è un programma estremista", "abbiamo fatto - ha evidenziato - una campagna promettendo che non avremmo lasciato l'Italia nel caos, che non saremmo usciti dall'euro e basata sul dialogo". In più, ha il personalissimo problema del suo secondo mandato, che in teoria gli impedirebbe di correre alle prossime elezioni.

Di Maio prosegue: "Chiedo responsabilità a tutte le forze politiche: il debito, la disoccupazione, la tassazione delle imprese e la disoccupazione giovanile non aspettano le liti di partito".

"C'è - ha aggiunto - la grande opportunità di realizzare ciò che l'Italia aspetta da 30 anni".

"Le presidenze delle camere - ha osservato - non riguardano la questione del governo, non devono essere legate a dinamiche di governo, ma sono figure di garanzia che riguardano il Parlamento". "E' stato un voto su un programma che non è mai stato estremista", assicura il deputato che parla di un programma del movimento in linea con il quadro proposto da Bruxelles, non contro, anche se il movimento vuole cambiare alcune cose, ma non vuole andare contro l'Europa, la Nato, l'occidente. Mi chiedono se il mio primo viaggio da premier lo farei a Mosca o negli Usa, io dico Bruxelles.