"La Lega non ha dimenticato il federalismo". Salvini risponde a Maroni

È polemica a distanza - a colpi di social network - tra il presidente uscente della regione Lombardia Roberto Maroni e il leader del Carroccio Matteo Salvini. Un tema assente dalla campagna elettorale, dominata da chi la spara più grossa, ma sempre centrale per la (ancora irrisolta) questione settentrionale.

Ovviamente, sulla stessa linea di Roberto Maroni è Gianni Fava, sfidante di Salvini alle scorse primarie della Lega ed esponente della linea "dura e pura" del Carroccio delle origini: "C'è molta confusione in giro - aveva scritto Fava -".

Rivendicazioni e critiche che Salvini snobba: "Io penso che la gente del Nord come del Sud non chieda al partito un nome, chieda una battaglia e risultati concreti, ospedali migliori, strade migliori e scuole migliori". L'episodio più recente è di questa mattina, quando ha dichiarato che "Antonio Tajani sarebbe un ottimo premier", in contrasto con il "Salvini premier" che compare in tutti i manifesti della Lega.

"Il completamento di questo percorso - ha osservato - e' affidato al nuovo presidente della Regione e al futuro Governo e Parlamento di Roma, ma oggi abbiamo messo nero su bianco una pagina storica che apre una fase nuova per le Regioni e per tutto il sistema delle autonomie". "Da domani riprende il cammino di chi non ha mai dimenticato l'insegnamento di Gianfranco Miglio: il federalismo si imporrà anche se la Lega dovesse scomparire". Lui invece "va avanti dritto come un fuso".E la sera, da Firenze, prova a stemperare la tensione: "Con Maroni andiamo d'amore d'accordo".