Indagine Bankitalia: in Italia una persona su quattro è a rischio povertà

Indagine Bankitalia: in Italia una persona su quattro è a rischio povertà

L'allarme arriva dall'indagine condotta dalla Banca d'Italia sui bilanci delle famiglie: "Nel 2016 la quota di persone a rischio di povertà è salita al 23%, un livello molto elevato" e il più alto dal 1989, anno di inizio delle serie storiche dello studio.

Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 43,9% della ricchezza totale netta. Lo riferisce la Banca d'Italia nell'Indagine sui bilanci delle famiglie italiane. "È aumentata la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi che, misurata dall'indice di Gini, è tornata in prossimità dei livelli prevalenti alla fine degli anni novanta del secolo scorso - scrive Bankitalia - È aumentata anche la quota di individui a rischio di povertà, definiti come quelli che dispongono di un reddito equivalente inferiore al 60 per cento di quello mediano".

Aumenta la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, mentre quasi un italiano su quattro è a rischio povertà nel 2016. Il rischio povertà "è più elevato per le famiglie con capofamiglia più giovane, meno istruito, nato all'estero, e per le famiglie residenti nel Mezzogiorno, spiega Palazzo Koch". Nonostante l'inversione di tendenza, "il reddito equivalente è ancora inferiore di 11 punti percentuali a quello registrato" nel 2006, spigano da via Nazionale. Tra il 2006 e il 2016 il calo della quota di famiglie indebitate è stato più marcato (oltre 10 punti percentuali) per le famiglie con capofamiglia tra i 25 e i 45 anni, riflettendo soprattutto il minor ricorso al credito al consumo. "Oltre il 40 per cento di questa quota è detenuta dal 5 per cento più ricco, che ha un patrimonio netto in media pari a 1,3 milioni di euro".

Tra il 2014 e il 2016 la ricchezza netta e' diminuita, quasi interamente per effetto del calo del prezzo delle case. Il 70% ha casa di proprietà. "La quota di famiglie indebitate ha continuato a ridursi, al 21 per cento; il valore mediano del rapporto tra l'ammontare complessivo dei debiti familiari e il reddito è sceso al 63 per cento, dal picco dell'80 registrato nel 2012", spiega il rapporto Bankitalia. La flessione e' stata piu' marcata per i patrimoni piu' elevati (a prezzi costanti, la mediana e il nono decile della ricchezza netta sono diminuiti rispettivamente del 9 e di oltre il 6 per cento; il secondo decile e' cresciuto di circa il 4 per cento). Per le famiglie indebitate, precisano da via Nazionale, le passività rappresentano circa il 18% del patrimonio lordo.

Alla fine del 2016, precisa Bankitalia, le famiglie italiane disponevano in media di una ricchezza netta, costituita dalla somma delle attività reali e di quelle finanziarie, al netto delle passività finanziarie, di circa 206.000 euro (218.000 euro nel 2014). La quota di proprietari e' pero' ancora diminuita tra le famiglie con capofamiglia fino a 45 anni (dal 59 al 52 per cento tra il 2006 e il 2016).