Il Consiglio di Stato dà il via libera alle trivelle in Adriatico

Il Consiglio di Stato dà il via libera alle trivelle in Adriatico

Le decisioni sono contenute in una serie di sentenze pubblicate tra il 28 febbraio e l'8 marzo.

Il tratto di mare interessato riguarda un'area di 30 mila metri quadrati dell'Adriatico, compresa la parte in cui si affaccia la costa Romagnola.

Da qui l'appello ai colleghi consiglieri pugliesi: "Se davvero l'obiettivo di tutti noi è quello di preservare il nostro bene più prezioso e far rispettare le scelte che la nostra regione ha compiuto negli anni in termini di approvvigionamento energetico, l'unica strada percorribile è quella di creare le condizioni politiche affinché si possa condividere la proposta di legge da me presentata lo scorso settembre avente ad oggetto 'Norme a tutela del patrimonio ittico nei mari della regione Puglia'".

In questo modo, la società Spectrum Geo potrà riprendere le ricerche con il metodo "air gun", la tecnica utilizzata per trovare idrocarburi nei fondali marini, che consiste nello sparare in profondità aria compressa. La terza dell'8 marzo è relativa a un ricorso presentato dalla provincia di Teramo e da una serie di comuni della costa abruzzese. La Puglia aveva presentato anche un progetto di ricerca sul monitoraggio e conservazione dei cetacei in Italia e il principio di precauzione in base al quale non ci sono abbastanza elementi per dire se gli airgun sono rischiosi.

Sul discorso dell'attività delle trivellazioni, tra l'altro, i cittadini italiani erano stati chiamati a esprime il loro parere favorevole o contrario il 17 aprile 2017 attraverso un referendum abrogativo, il quale però era fallito per il mancato raggiungimento del quorum. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.