Firenze, sit-in dei senegalesi per l'uomo di colore ucciso: spinte a Nardella

Firenze, sit-in dei senegalesi per l'uomo di colore ucciso: spinte a Nardella

Qualcuno ha anche sputato al sindaco, urlando contro lui e Matteo Renzi.

NARDELLA CONTESTATO LASCIA LA CERIMONIA - "Mi allontano perché non voglio diventare elemento di provocazioni, non possiamo accettare la violenza e gli insulti, la città ha il dovere di difendere i principi della democrazia e della convivenza civile".

Il sindaco di Firenze Dario Nardella è stato allontanato da decine di manifestanti dal presidio organizzato dalla comunità senegalese presso il Ponte Vespucci, dove ieri un loro connazionale è stato ucciso da un fiorentino. Il sindaco era stato invitato dalla stessa associazione dei senegalesi che ha promosso la manifestazione.

Quando Nardella è arrivato e si è avvicinato al gruppo, numerosi partecipanti lo hanno insultato e hanno cominciato l'intera delegazione comunale fuori dall'assembramento. Al portavoce della comunità Pape Diaw il sindaco ha comunque ricordato il rapporto di collaborazione ormai pluridecennale rapporto di collaborazione tra Palazzo Vecchio e gli immigrati africani a Firenze. Andandosene, Nardella ha detto: "La storia di Firenze è la storia del dialogo, la città capisce la rabbia per la morte di un uomo ma non accetta la violenza". Oltre ai senegalesi al presidio erano presenti anche appartenenti a centri sociali. I manifestanti stanno tentando di muoversi in un corteo, che non era autorizzato, sul lungarno Vespucci in direzione Ponte Vecchio, ma polizia e carabinieri li sta fronteggiando con un cordone di sicurezza.

Severo il destino nei confronti della compagna della vittima del folle gesto: Rokhaya Mbengue, donna senegalese sui 40 anni, sette anni fa aveva perso suo marito, Modou Samb, sempre a Firenze e sempre per omicidio. Una parte e' rimasta vicino al ponte.