Donatella Versace dice basta: niente più pellicce in passerella

Donatella Versace dice basta: niente più pellicce in passerella

"Pelliccia? Basta. Non voglio più uccidere animali per fare moda".

In molti, infatti, confondono il termine eco-sostenibilità con il mancato utilizzo di pelliccia d'animale dimenticando che i tessuti di ultima generazione (quelli comunemente definiti artificiali), a causa dei processi chimici al quale vengono sottoposti, sono altamente dannosi per la salute del nostro pianeta.

Ancora buone notizie dal mondo della moda: dopo Giorgio Armani, Michael Kors e Gucci, anche Versace, storico brand italiano che dal 1978 produce abbigliamento e accessori di alta moda, ha detto "basta" all'uso delle pellicce nelle proprie collezioni.

Hugo Boss è stato il primo a varcare la porta del lusso cruelty free annunciando la decisione di dire addio alla pelliccia nel 2014 e diventando un marchio fur-free dalla collezione autunno/inverno 2016.

Oltre a Versace, anche Furla in queste ore si è schierata contro le pellicce.

"Nel corso dell'ultimo anno Furla è cresciuta in maniera esponenziale a livello internazionale".

"PETA Stati Uniti ha organizzato interruzioni di sfilata, proteste e una campagna blitz del 2006 in un'epoca quando il nome di Versace era sinonimo di pelliccia, perciò questa notizia è molto ben accolta".

Invece, Furla ha comunicato che l'addio alle pellicce vere inizierà già con la stagione Cruise 2019, disponibile nei negozi da novembre, mentre tutti i prodotti saranno realizzati in pelliccia ecologica. "La realizzazione di Donatella che è sbagliato prendere a bastonate gli animali e ucciderli con scariche elettriche per la pelliccia è un punto critico per la campagna a favore della moda senza crudeltà, e la PETA non vede l'ora di vedere prossimamente un divieto dell'uso delle pelli da parte di Versace". "La decisione, inoltre, risponde alla crescente richiesta di prodotti etici da parte dei consumatori sempre più consapevoli e attenti a questi temi".