CRONACA: Nei pressi del Santuario di Pompei contromano. Preso algerino

CRONACA: Nei pressi del Santuario di Pompei contromano. Preso algerino

L'uomo è stato bloccato dai vigili urbani dopo una breve fuga. Eppure, come ricostruisce il Corriere del Mezzogiorno, "a fronte di una richiesta di quattro anni e un mese da parte del pm", è stato condannato a due anni e mezzo che dovrà scontare in carcere e non agli arresti domiciliari come sarebbe, invece, previsto dalla legge per le condanne inferiori ai tre anni. La giustificazione che Othman Jridi, algerino 22enne che è volutamente andato a schiantarsi contro le fioriere di cemento, che erano state sistemate proprio per proteggere il Santuario di Pompei da eventuali attacchi terroristici, è inquietante. A darne contezza gli stessi giudici, che nel redigere il dispositivo hanno parlato di "estrema pericolosità" di un gesto che evoca "episodi di attentati terroristici".

Fermato dai vigili urbani, l'uomo è stato poi arrestato dai carabinieri ai quali ha fortino false generalità, sia sulla sua identità che sull'indirizzo dove abita. Il giudice monocratico di Torre Annunziata Fernanda Iannone - esperta di terrorismo internazionale ed autrice di una monografia sui foreign terrorist fighters - non solo ha convalidato il fermo, ma, accogliendo la richiesta del pm, ha anche disposto la custodia cautelare in carcere.

Il magistrato ha anche chiesto al pm di valutare se trasmettere gli atti al pool antiterrorismo della procura di Napoli. E per questo le misure di controllo saranno eccezionali con 1500 agenti in strada.

Le accuse che gli erano state mosse contro erano piuttosto lievi. Alle 16 dello stesso giorno il giovane si è recato a Pompei dove, a bordo della vettura, ha percorso via Lepanto (strada che porta davanti alla basilica) fino ad arrivare in piazza Bartolo Longo, senza trovare ostacoli alla percorribilità delle automobili (fioriere e transenne) rimossi per agevolare l'allestimento di un palco per la via Crucis pasquale. Durante l'udienza ha recitato una litania in arabo e ammesso l'assunzione di sostanze psicotrope prima di mettersi alla guida "per sentirsi più vicino ad Allah".