Chi l'ha visto? 14 marzo 2018: anticipazioni

Chi l'ha visto? 14 marzo 2018: anticipazioni

Federica Sciarelli ha detto che il fatto non risulta.

Nuovo appuntamento stasera, mercoledì 14 marzo 2018, con Chi l'ha visto?

CHI L'HA VISTO, DIRETTA STREAMING E REPLICA - In riferimento alla visione in streaming della nuova puntata di Chi l'ha visto di stasera, ricordiamo che su Rai.Tv sarà possibile vedere la 'diretta' della puntata in concomitanza con la messa in onda su RaiTre, mentre a partire da domani, sul sito Rai.Tv e nella relativa sezione Rai Replay sarà visibile la replica streaming della puntata.

Forse l'autopsia sul corpo delle piccole avrebbe potuto fugare ogni dubbio sul fatto che, lo strumento che rilevava la seconda vita nell'appartamento si era sbagliato e che, invece sia vera l'ipotesi secondo cui le bambine siano morte nel momento in cui il padre ha loro sparato. A settembre aveva picchiato la moglie davanti al luogo di lavoro e in presenza delle figlie.

Ore 11 circa-Arriva l elicottero del Gis
Ore 11 circa-Arriva l elicottero del Gis

Erano circa le 5.30 di quello che sarebbe stato un lungo e tragico mattino. Perché i carabinieri non hanno accelerato le procedure?

Un risvolto ancora più inquietante emerge dalla strage di Latina: forse la 13enne Alessia Capasso, uccisa dal padre Luigi insieme alla sorella minore Martina, di 7 anni, avrebbe potuto salvarsi, se le autorità fossero intervenute prima grazie ad uno strumento particolare che hanno a disposizione i Gis (Gruppo d'intervento speciale) dei carabinieri. C'era la possibilità di salvare almeno una delle due bambine? Un giornalista laziale riporta anche la storia di una donna a cui il marito avrebbe detto, durante una lite, "Se non la finisci ti faccio fare la fine di quella di Cisterna".

CONOSCENTI - Una famiglia distrutta dalla violenza di un uomo spaventoso, che Antonietta aveva smesso di tollerare. "Capasso l'ha voluta lasciare in vita per rovinarle l'esistenza senza le figlie", ha dichiarato una conoscente della donna alla trasmissione.

Infine, il bigliettino che Capasso ha lasciato sul letto pieno di sangue nell'appartamento della strage. A gestire la situazione c'erano i vertici provinciali dell'Arma, i mediatori, gli specialisti e a coordinare tutto, il sostituto procuratore della Repubblica di Latina al quale, in quanto autorità giudiziaria, spettava il compito di decidere se e quando intervenire.