Appello all'Europa per il fotoreporter torinese arrestato in Serbia: "Subito chiarezza"

Appello all'Europa per il fotoreporter torinese arrestato in Serbia:

I tre hanno indicato inizialmente come responsabili sei iraniani, ma tra le foto identificative mostrate dalla polizia c'era anche quella di Mauro Donato, riconosciuto dalle tre vittime. Il giornalista si trovava nel piccolo villaggio serbo di Sid per lavorare a un reportage fotografico sulle nuove rotte migratorie che poi sarebbe stato esposto all'interno della mostra "Exodos - rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione".

Al fianco del fotoreporter anche la Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) che si unisce alla Fnsi nel sollecitare le autorità serbe a rilasciare immediatamente Mauro Donato e chiede "all'ambasciata italiana in Serbia e agli altri organismi internazionali di intensificare la pressione internazionale per liberare il nostro collega". I migranti hanno infatti ritrattato la loro versione. "Conosciamo Mauro come un professionista serio, impegnato da tempo a documentare la sofferenza della centinaia di migranti" hanno affermato le associazioni di categoria, chiedendo alle istituzioni italiane di intensificare le pressioni sul governo serbo coinvolgendo anche le istituzioni europee. Belgrado ha compiuto recentemente passi significativi nel processo di adesione all'Ue. "Nonostante le accuse a carico di Mauro siano state contraddette e la sua identificazione sia stata smentita proprio dalle stesse vittime, Mauro resta in carcere in Serbia".

"La vicenda - conclude battaglia -, oltre a destare preoccupazione per il collega torinese e per la libertà dell'informazione, apre un interrogativo sul perché di questa detenzione, dal momento che alcuni testimoni compresi i tre derubati hanno scagionato Mauro".

A una settimana di distanza dall'arresto non si hanno ancora comunicazioni ufficiali sulla data di udienza per ascoltare i testimoni. L'appello è al tribunale di Sremska Mitrovica, e in particolare alla procuratrice Draginja Lukic Ciric: "Mauro - precisa l'eurodeputata Pd - è in carcere da innocente in un Paese straniero, lontano dalla sua famiglia, dalla sua normalità e dai suoi affetti più cari".