Via Antoci dal Parco dei Nebrodi, 21 sindaci scrivono a Musumeci

Via Antoci dal Parco dei Nebrodi, 21 sindaci scrivono a Musumeci

Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci sta procedendo in queste ore al commissariamento del Parco dell'Etna e dei Nebrodi (in scadenza tra pochi mesi), dopo aver già commissariato i parchi dei Monti Sicani, dell'Alcantara e delle Madonie.

A chiederselo sono anche oltre venti sindaci dei Nebrodi che hanno scritto una lettera al governatore Musumeci nella quale esprimono "preoccupazione perché dopo anni di commissariamenti abbiamo finalmente visto ripartire l'Ente che è diventato volano di sviluppo" con "incrementi turistici mai verificatisi come negli ultimi anni, con aziende che attraverso marchi di tutela hanno avuto nuove occasioni per crescere e svilupparsi".

Ancora una polemica per la revoca di Giuseppe Antoci alla guida del Parco dei Nebrodi con l'invio di un commissario. Intanto, 21 sindaci chiedono a Musumeci di ripensarci, mentreil senatore del Pd Beppe Lumia e il presidente della RegionePuglia Michele Emiliano parlano di "regalo fatto alla mafia". Secondo i responsabili della Fondazione, Antonino Caponnetto: "Antoci ha operato molto bene ed al di sopra delle parti politiche". E poi aggiunge: "Quale interesse politico è stato ritenuto così prioritario al punto da sacrificare un percorso virtuoso di legalità e sviluppo come quello portato avanti da Antoci?" Infine - conclude - voglio sottolineare che Antoci non ha incrociato la 'mafia dei pascoli', come riduttivamente e furbescamente qualcuno sostiene per minimizzare la portata della sfida, ma la 'mafia dei terreni', violenta, ricca e potente, in grado di fare affari e produrre profitti superiori allo stesso traffico di droga. "Con questa scelta l'esposizione al rischio aumenta ulteriormente".

Dal canto suo, Giuseppe Antoci ha voluto ringraziare tutti per "questi anni intensi, a tratti difficili, ma pieni di amore e di passione, di risultati". Ho assunto la Presidenza del Parco dopo dieci anni di commissariamenti, trovandolo depotenziato, mortificato e considerato, nonostante il valore dei suoi dipendenti e dei suoi dirigenti, un carrozzone.

"In Sicilia rimuovere chi combatte contro la mafia non è mai una bella cosa, per questo siamo preoccupati per la sicurezza di Antoci, il cui rischio di incolumità da oggi aumenta esponenzialmente".

Giuseppe Antoci è stato l'autore del Protocollo di legalità per la gestione del Parco, documento inserito lo scorso settembre nel nuovo Codice antimafia: http://www.parcodeinebrodi.it/files/AMMINISTRAZIONE_TRASPARENTE/altri_contenuti/Protocollo_di_legalita.pdf . Sono risultati che, uniti alla forte vicinanza delle altre istituzioni, hanno rappresentato un percorso che oggi si chiude con una semplice parola: "Grazie". "Tutto questo non conta è prevalsa la logica, non di decrocettizzare, ma quella di lottizzare".