Traffico rifiuti tra Puglia, Egitto, Libia e Iran: rafforzare controlli, dice Legambiente

Traffico rifiuti tra Puglia, Egitto, Libia e Iran: rafforzare controlli, dice Legambiente

E' il bilancio dell'operazione denominata "Cannibal cars", condotta nelle prime ore del giorno dai militari del Gruppo carabinieri forestali di Bari, che hanno sgominato un traffico di rifuti pericolosi tra Italia, Nord Africa e Iran. "Non a caso - prosegue dunque l'associazione ambientalista -, infatti, come emerge dall'ultimo Rapporto Ecomafia di Legambiente, contro le attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, dal 2002 al giugno 2017, in Puglia, ci sono state 60 inchieste, circa il 17,3% di quelle compiute su tutto il territorio nazionale".

Sequestrate quattro aziende situate a Palo del Colle, Ruvo di Puglia e Andria oltre a diverse decine di mezzi pesanti e a beni per un totale di oltre un milione e settecentomila euro.L'azienda capofila del gruppo, inoltre, esercitava abusivamente l'attivita' di centro di raccolta e demolizione, trattandosi di mera concessionaria di veicoli pesanti usati, avvalendosi della complicita' documentale fornitagli dalle altre aziende indagate, quali centri di raccolta autorizzati. Altre sette persone sono state denunciate a piede libero con l'accusa principale di traffico illegale organizzato internazionale di rifiuti pericolosi condotto tra Italia, Egitto, Iran e Libia.

Numerose le fatture sequestrate corredate da dichiarazione nelle quali si attestava falsamente l'avvenuta "messa in sicurezza e bonifica mediante le operazioni di aspirazione degli olii e liquidi ivi contenuti e mediante smontaggio dei relativi filtri" ad opera di ditte specializzate.

Il provvedimento fa seguito a seguito di due anni di indagini condotte dai carabinieri forestali su delega della Direzione distrettuale antimafia. Nel corso del 2016 i reati contestati nella gestione dei rifiuti sono stati 5.722 con una crescita di quasi il 12%, le persone denunciate (+18,55), quasi 16 al giorno, gli arresti 118 (+40%) e i sequestri 2202.

In pratica la trasformazione in pezzi di ricambio veniva fatta risultare falsamente come posta in essere presso un centro di raccolta autorizzato, mentre in realtà si svolgeva in un'azienda non autorizzata. Inchieste che hanno portato all'emissione di 176 ordinanze di custodia cautelare, alla denuncia di 420 persone, coinvolgendo 72 aziende con oltre 3,5 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrate.