Stragi nelle scuole americane, i numeri impressionanti delle armi libere

Stragi nelle scuole americane, i numeri impressionanti delle armi libere

Paura e terrore nella tarda mattinata di mercoledì (sera in Italia) in una scuola superiore della Florida: diciassette persone sono morte e almeno 14 sono rimaste ferite in una sparatoria in un istituto di Parkland. Parlando alla nazione in diretta TV, Trump si è soffermato sulla strage avvenuta in Florida, all'interno di una scuola, a Parkland. A differenza di Eric Harris e Dylan Klebold, il killer non si è tolto la vita, ma è stato fermato dalla polizia. "Diventerò un professionista di stragi scolastiche", questo lo screenshot del commento che il blogger inviò ai federali e segnalò a YouTube, che lo rimosse dal video. In altre occasioni Trump era stato criticato per non avere espresso rapidamente, e in modo incisivo, la vicinanza alle vittime e il proprio sdegno per sparatorie di questo tipo.

Un episodio che riaccende il dibattito pro e contro secondo emendamento e soprattutto solleva per l'ennesima volta il problema della detenzione delle armi negli Stati Uniti. Ma anche nel nostro Paese dobbiamo iniziare a fare i conti con un nuovo bullo che, se prima prendeva di mira compagni e coetanei, ora non esita a colpire anche gli insegnanti. Forse così si riuscirà a dare un senso ad un gesto folle che non ne ha alcuno. Nikolas Cruz si è avvicinato alla scuola armato con un fucile semiautomatico AR-15 (l'arma da cui è derivato l'M-16, in servizio presso l'esercito statunitense dai tempi del Vietnam), una maschera antigas e alcuni fumogeni. Meno di un mese fa, un altro caso molto grave: uno studente di 15 anni ha aperto il fuoco in un liceo del Kentucky, uccidendo due studenti e ferendone 18. Questa volta, però, non basterà.

Il Miami Herald ha scritto che il giovane era già stato identificato in passato come una potenziale minaccia per i suoi coetanei.

Non esiste alcuna connessione tra il numero di armi possedute dai civili e la quantità di omicidi commessi con armi da fuoco, e i numeri lo dimostrano.

L'ex studente ha raccontato agli investigatori di aver cominciato a sparare agli studenti nei corridoi e nel territorio della scuola e di aver portato nel campus altri caricatori di munizioni nascosti in uno zaino. "Nessuno studente o insegnante dovrebbe sentirsi in pericolo in una scuola americana", ha fatto sapere.

Quello che passerà alla storia come "il massacro di San Valentino" riapre il dibattito in America sull'accesso alle armi.