Scarponi, morto a Filottrano l'uomo che ha investito il ciclista marchigiano

Scarponi, morto a Filottrano l'uomo che ha investito il ciclista marchigiano

All'ultimo ritiro di Sierra Nevada, era incredibile come fosse punto di riferimento pure per i corridori di altre squadre: Jungels, Capecchi, Herrada, che si stavano allenando lì. E' stato troppo grande quel peso e quel dolore che ha afflitto il piastrellista. A dargli conforto la famiglia, ma anche il sindaco di Filottrano e il cardinale di Ancona, che aveva provato a consolarlo il giorno del funerale di Scarponi. A nulla sono valse le parole di solidarietà nei suoi confronti.

Con la morte dell'artigiano si estingue il procedimento penale per omicidio colposo per il tragico incidente che l'ha visto coinvolto in prima persona. Michele, però, non ha fatto i conti con una tragica fatalità, che si materializza mentre esce da un tornante in via dell'Industria, in periferia: un Fiat Iveco lo investe in pieno. L'aquila di Filottrano se n'è andata tra le sue braccia.

Ma invece quel Giro d'Italia non è riuscito a correrlo. E continuerà a ripeterlo a tutti per mesi, anche a giudici che, giocoforza, lo avevano iscritto al registro degli indagati nell'inchiesta sulla morte del campione. Al volante c'è Giuseppe Giacconi, un artigiano di Filottrano, ma soprattutto un tifoso di Michele, orgoglio cittadino.

I funerali si svolgeranno domani alle ore 14.30 nella chiesa della Propositura. Di certo la scomparsa di colui che mise fine alla carriera del grande campione delle due ruote per la disperazione della moglie e dei due gemellini (e come dimenticare il pappagallo Frank che lo accompagnava negli allenamenti e che ancora oggi staziona all'incrocio di una strada con la speranza di rivedere pedalare il suo padrone) è una storia di quelle che fanno riflettere e che lasciano tanti interrogativi.