Sanità: il 23 febbraio gli infermieri scioperano, i medici no

Sanità: il 23 febbraio gli infermieri scioperano, i medici no

Lo sciopero del 23 marzo è stato indetto dall'ANIEF e l'Associazione Sindacale SAESE - Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed Ecologia - ha comunicato l'adesione del personale docente, ATA ed educativo, a tempo indeterminato e determinato, delle istituzioni scolastiche ed educative per l'intera giornata del 23 marzo 2018.

Anief lancia un appello per la partecipazione al prossimo sciopero scuola del 23 marzo, chiedendo di unirsi in piazza anche agli altri sindacati che manifesteranno anche il 23 febbraio.

Come se non bastasse, in netto disaccordo con la commissione di garanzia e la presidenza del consiglio, sono stati contingentati tutti gli infermieri che svolgono attività ambulatoriali o di DH, le cui prestazioni invece non sono inserite in quelle indispensabili in caso di sciopero come previsto nella comunicazione di proclamazione di sciopero. I motivi che hanno portato a questo nuovo sciopero scolastico sono strettamente legati alla sentenza del Consiglio di Stato che ha letteralmente tagliato fuori dalle GAE 50mila diplomati magistrali. La totalità degli infermieri della rianimazione e del 118 ha aderito, così come gran parte degli infermieri della SPDC e del Pronto soccorso e presidieranno l'ingresso dell'ospedale S.Andrea della spezia dalle 10 alle 14 per dar voce ai propri diritti negati con questa bozza di contratto. Non stanno infatti nemmeno provvedendo a valutare tutte le possibilità di sostituzione di coloro che hanno richiesto di scioperare anche perché è difficile trovare sostituzione in brevissimo tempo (3 gg prima) e si sta attuando un comportamento gravemente lesivo di un diritto costituzionalmente tutelato.

Si tratta di una serie di provvedimenti che - spiegano i sindacati - dovrebbero puntare, secondo l'azienda, a rendere tutti i punti vendita (oltre 100 in Italia con circa 6 mila dipendenti) economicamente sostenibili, in virtù di "un bilancio consuntivo in perdita di 17 milioni di euro".

Lo sciopero potrebbe causare alcuni disagi ai cittadini utenti che devono usufruire dei servizi erogati dall'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.