Roma, Monchi: "Mercato? Chiedo fiducia, ecco perché"

Roma, Monchi:

Loro non vogliono sentire ragioni, ma gli chiedo fiducia. "Noi dobbiamo cercare la strada per arrivare dove loro vogliono che si arrivi". Lo ha detto il direttore sportivo della Roma Monchi in un'intervista rilasciata ai microfoni di Sky Sport.

Avevamo bisogno di vendere e lo abbiamo venduto al prezzo giusto, poi la cessione di Neymar ha falsato il mercato.

Con l'occasione è stato esplicitato anche il perché la Roma abbia comunque deciso di ascoltare l'offerta per il bosniaco a metà campionato: "Nessun club quando vende è felice ma lo fa perché pensa che economicamente e sportivamente sia un'operazione giusta". "Poi, quando arrivai a Roma, Salah aveva già un'offerta del Liverpool e lui voleva andarci". Per noi è una manifestazione molto importante, non credo assolutamente che il Napoli la snobberà, visto che dà anche la possibilità di giocarsi la Supercoppa Europea. A rendere ancora più amara la pillola, la cifra ricevuta dalla Roma: 42 milioni, più 8 di bonus, alcuni dei quali già maturati, che nel mercato odierno sembrano quasi bruscolini. Per il Dzeko non eravamo convinti e non lo abbiamo ceduto, al contrario è stato per Emerson. "E anche per me, che non sono mai arrivato ai quarti di finale".

"Avremmo preso sicuramente un sostituto di Edin, non è che ci si mette Monchi in attacco". Loro hanno fatto l'offerta e noi abbiamo fatto la nostra richiesta, ma non ci hanno accontentato. "Giroud era una possibilità, Batshuayi anche".

Un direttore sportivo deve avere a che fare con un budget preciso? "E' una trattativa comoda per noi".Sul ruolo del ceco ha aggiunto: "lui è una punta che può fare anche l'esterno".

Certo, un ds gestisce il 75-80% di quello che ha la società. "Bisogna fare entrambe le cose, sennò tutti sarebbero capaci di fare questo lavoro". Totti, piuttosto, avrebbe desiderato tanto un altro anno da calciatore: "Se l'avrei venduto per 200 milioni? Eh..."

Florenzi a vita nella Roma? "Adesso sarebbe al livello di Messi e Ronaldo". Ma alla fine non hanno trovato un accordo nè con noi, nè con Dzeko. Ora occorre abbandonare per un attimo i ragionamenti da tifoso, passionali e fatti più col cuore che con la testa, e valutare analiticamente la questione.

"Poco (ride, ndr). Perché la mattina ho bisogno di fare esercizio fisico, e quella è l'unica ora in cui nessuno mi chiama". "In Spagna i portieri non erano molto alti, come non lo sono io, i portieri erano agili e bravi nel 1vs1." .

"Non penso mi avrebbe preso in porta (ride, ndr). E' vicino alla società e alla squadra, la Roma che ha in mente è una Roma che vince e penso che alla fine arriverà a questo obiettivo".