Roma, Calenda rompe con Raggi: "Incompetente e arrogante"

Roma, Calenda rompe con Raggi:

Il ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda manda a monte il Tavolo per Roma e attacca Raggi. Tweet al quale era allegata una lettera inviata precedentemente alla sindaca in cui parlava di "immobilismo e mancanza di capacità realizzativa" da parte del Comune di Roma che "precludono la possibilità di ottenere i risultati nei tempi ipotizzati ed utilizzare le risorse già stanziate". Nonostante questo, però, Calenda e Raggi avevano trovato modo di siglare un armistizio, dicendosi entrambi disposti a collaborare per il bene di Roma. "Ho più volte dichiarato sin dall'esordio che i problemi di Roma vengono da lontano e che non sono imputabili all'attuale amministrazione - ha scritto - Oltre agli stanziamenti messi a disposizione dal Governo e dalla Regione, il Mise ha dedicato un team di 20 persone per seguire i progetti del tavolo di lavoro". Una decisione, come spiega Repubblica.it, alla quale il ministro è giunto alla luce di "un combinato disposto di incompetenza e arroganza" manifestato dalla Raggi e che, per Calenda, rappresenterebbe qualcosa di "mai sperimentato" prima. Lettera cui è seguita la pronta replica della sindaca: "Ormai leggo prima le sue lettere sui giornali poi quelle che arrivano a me".

"La risposta della Sindaca - conclude il ministro - conferma che l'unica strada per evitare di continuare a sprecare tempo e risorse è quella di chiudere il tavolo". "È bastato chiedere contezza del miliardo annunciato e mai stanziato dal MISE per scoprire che quello di Calenda è soltanto un bluff pre-elettorale".

Le dichiarazioni seguono la polemica innescata con Raggi, a seguito di una missiva a lei indirizzata proprio dal ministro dello Sviluppo, e pubblicata sul Messaggero, in cui si evidenziano i mancati progressi di una piattaforma che secondo Calenda rischia di saltare affossando "un miliardo di euro per colpa del Comune".

Eppure gli incontri del Tavolo per Roma sono partiti mesi addietro anche se non certo in un clima rilassato tra Campidoglio e Mise. Tutti siamo utili, nessuno è indispensabile: far finta di non capirlo è la vera arroganza - ha sottolinato Raggi -. Sottolineo che, invece, nel corso delle ultime settimane il Mise è passato con estrema disinvoltura dall'annunciare di voler assegnare tre miliardi di euro a Roma, poi è sceso a due; questa mattina ne ha promesso uno e nel pomeriggio, indispettito, ha deciso di toglierli tutti. Fondi che, a sentire la sindaca, non sarebbero ancora arrivati.