Ritrovati i resti della piccola Maelys: il sospettato cede e confessa

Ritrovati i resti della piccola Maelys: il sospettato cede e confessa

Lelandais non ha voluto però fornire altri dettagli sull'omicidio: movente e dinamica del delitto restano ancora un mistero. Secondo quanto riportato dalla Bfm-Tv Lelandais avrebbe "confessato" di aver ucciso la piccola, auspicando il corpo della bimba venga ritrovato.

Dopo la confessione choc Lelandais ha poi presentato le sue "scuse" alla stessa Maelys e ai suoi genitori.

L'uomo di 34 anni è stato preso in consegna dalla sua cella di Saint-Quentin-Fallavier, nel dipartimento dell'Isère, poco prima delle otto del 14 febbraio.

Il trentaquattrenne maggior indiziato nella scomparsa della bambina e già sospettato di essere un serial killer, ha cominciato a collaborare soltanto oggi con gli inquirenti. La piccola Maelys non è mai stata ritrovata, mentre di Arthur Noyer, il militare di 23 anni sparito, è stato ritrovato il cranio lo scorso settembre a Montmelian, a 15 chilometri da Chambery, al confine con l'Italia.

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Lelandais, che è stato sentito a lungo fra la serata di ieri e questa mattina, ha lasciato la caserma con un convoglio di agenti per indicare loro dove il corpo è stato sepolto. Il procuratore Jean-Yves Coquillat ha spiegato che a far ritrovare il corpo è stato il principale sospetto, Nordahl Lelandais, che ha confessato di aver ucciso la bambina "involontariamente" e di essersi poi "sbarazzato del cadavere".

Ad accelerare l'inchiesta dopo sei mesi di stallo è stata una microtraccia di sangue rinvenuta nell'auto di Lelandais e che corrisponde a quello di Maëlys. Maëlys era sepolta in un luogo di montagna, nel massiccio della Chartreuse.