"Questo non è amore" contro la violenza sulle donne

Il progetto CAMPER contro la violenza di genere da luglio del 2016, nelle varie province italiane ha consentito di contattare numerosissime persone, in maggioranza donne, diffondendo informazioni sugli strumenti di tutela e di intervenire su situazioni di violenza e stalking che diversamente sarebbero potute rimanere ingabbiate nel dolore domestico.

"Cambiamo Musica! Insieme contro la violenza sulle donne" è uno spettacolo in anteprima nazionale che vedrà impegnati nomi noti dello spettacolo che abbracciano più generazioni:dalle attrici Emanuela Grimalda e Paola Minaccioni ai cantanti Paolo Vallesi, Grazia Di Michele, Mariella Mava e Antonino fino al ballerino Kledi Kadiu e Drusilla Foer e con la partecipazione della criminologa Roberta Bruzzone. L'equipe, composta da Agenti della Polizia di Stato (Divisione Polizia Anticrimine, Squadra Mobile, Ufficio Sanitario e Ufficio Denunce) si avvarrà anche della collaborazione della locale rete antiviolenza.


"Questo non è amore" contro la violenza sulle donne

I cittadini potranno quindi liberamente recarsi presso il gazebo per ottenere tutte le informazioni sull'argomento e chiedere il supporto del personale posto a disposizione, che nella circostanza distribuirà una pubblicazione conoscitiva redatta dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato. In 12 mesi, infatti, in provincia di Venezia sono stati 263 gli interventi che hanno indotto gli agenti a utilizzare il protocollo E.V.A., in un caso si è giunti anche a un arresto in flagranza di reato. A illustrare gli obiettivi raggiunti e i passi avanti fatti in tema di parità di genere è stata l'assessora alle Pari Opportunità, Emma Petitti, che ha spiegato come "la Regione abbia voluto coinvolgere tutti i soggetti interessati, dalle associazioni agli assessorati fino agli organi di garanzia, perché l'obiettivo è un approccio trasversale che deve riguardare tutte le politiche messe in campo". Comportamenti che inducono gravissime ripercussioni sulla salute delle lavoratrici e che, oltre ad avere rilevanza dal punto di vista del diritto civile e del lavoro, possono costituire violazioni di norme penali e integrare reati come quello di "maltrattamento", di "atti persecutori", di "violenza privata" e altri ancora. Le pubblicita' sotto forma di banner sono sponsorizzate. Sempre dai dati Istat emerge, per la prima volta, anche le molestie a sfondo sessuale ai danni degli uomini: si stima che 3 milioni 754 mila uomini le abbiano subite nel corso della vita, e 1 milione 274 mila negli ultimi tre anni.