MILANO. Truffe: false riviste forze ordine, 18 arresti a Monza

MILANO. Truffe: false riviste forze ordine, 18 arresti a Monza

Avvocati, marescialli dei carabinieri, comandanti della Guardia di Finanza e addirittura giudici. Il Nucleo Mobile delle Fiamme Gialle monzesi ha proseguito così l'attività investigativa, che si è articolata in intercettazioni telefoniche ed ambientali, servizi di osservazione e pedinamento, nonché indagini finanziarie ed ha consentito di ricostruire una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla commissione sistematica di truffe in danno di persone che in passato avevano effettivamente sottoscritto abbonamenti a riviste apparentemente riconducibili alle Forze dell'ordine. La Guardia di Finanza di Monza ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Monza nei confronti di 18 persone - residenti nelle province di Milano e di Monza e Brianza - indagate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Per questo diciotto persone sono state arrestate dai militari della guardia di finanza di Monza: dieci sono state poste ai domiciliari mentre per otto di loro si sono aperte le porte del carcere. L'uomo, residente a Ivrea (Torino), era stato indotto, attraverso numerose e pressanti telefonate ricevute da un sedicente avvocato, a pagare con bonifici circa ottomila euro per saldare dei presunti debiti, inesistenti in realtà, relativi ad abbonamenti a riviste. Secondo la ricostruzione dei flussi finanziari riconducibili agli indagati eseguita dai Finanzieri, i proventi illeciti complessivamente conseguiti dall'associazione criminale tra il 2015 e il 2016 ammontano a circa 2.000.000 di euro. L'operazione, condotta con i colleghi di Monza, portava i militari a scoprire le basi operative dei truffatori, a Brugherio e Cologno Monzese.

Per convincere i malcapitati a pagare le somme richieste, per cui proponeva anche uno "sconto" se il saldo avveniva subito, i truffatori paventavano pericoli immaginari nel caso in cui i presunti arretrati non fossero stati pagati, tra cui pignoramento di beni e blocco dei contocorrenti. I numeri telefonici delle vittime, per lo più persone anziane e talvolta anche disabili, venivano 'compratì illecitamente da dipendenti di imprese operanti nel settore dell'editoria e della distribuzione di riviste. Alcune delle quali andavano purtroppo a buon fine. Il denaro poi veniva prelevato, con cadenza quotidiana, presso i vari sportelli bancari e postali dagli intestatari delle carte prepagate. Nel milanese invece gli arresti sono avvenuti a Cologno Monzese e Vimodrone. Il fascicolo era quindi stato trasmesso alla Procura Monza. A illustrare i dettagli dell'indagine sono stati il Procuratore di Monza, Luisa Zanetti, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Milano Paolo Kalenda, il comandante del Gruppo della Guardia di Finanza di Mnza, Massimo Gallo e in rappresentanza delle Fiamme Gialle del Gruppo di Ivrea era presente la Dottoressa Giada Patriarca. Parte di questi soldi, circa 225mila euro, sarebbe stata usata da due degli indagati per acquistare un immobile intestato ad una società dagli stessi amministrata.